A circa quarantott’ore dal presunto avvistamento che ha tenuto con il fiato sospeso l’intera piana di Paestum, l’alligatore più famoso della Campania sembra essersi smaterializzato, lasciando dietro di sé più interrogativi che impronte. Se nelle prime ore la mobilitazione era stata massiccia, oggi il clima è decisamente cambiato.
Alligatore a Capaccio Paestum, emergono dubbi
Le autorità, inizialmente guardinghe, hanno iniziato a trincerarsi dietro un prudente “stiamo verificando l’autenticità dello scatto originale”, fino ad aprire la porta all’ipotesi di un fotomontaggio. Un’indagine che ha assunto i contorni di un giallo informatico più che zoologico.
Il primo grande colpo di scena riguarda proprio la fonte: l’autore della foto che ha scatenato il panico sembra essere diventato un fantasma. Nessuno rivendica lo scatto, nessuno nega ma nessuno conferma, e il file originale pare essersi perso nei meandri dei gruppi WhatsApp prima di approdare sui social. Una “ritirata” collettiva che alimenta il sospetto che il rettile sia figlio di un software di editing piuttosto che di un accoppiamento nelle paludi americane.
Ironia social
Nel frattempo, l’ironia della rete ha definitivamente preso il sopravvento sulla paura a conferma che ormai sono in pochi a credere che sia realmente esistito il rettile. Grazie all’intelligenza artificiale e a colpi di Photoshop, l’alligatore è diventato protagonista di una saga virale: lo si vede comodamente adagiato sui divani delle case locali, spuntare dalle buche stradali come un insolito vigile urbano o addirittura prestare il volto a improbabili campagne pubblicitarie per prodotti tipici o attività della zona.
Per molti, ormai, l’animale è poco più che una mascotte digitale, un simbolo della capacità di Paestum di ridere delle proprie “bufale” (non quelle casearie, stavolta).
Il particolare delle esche
Tuttavia, un dettaglio continua a tenere aperta una piccola porta al dubbio: le esche posizionate ieri dagli uomini del WWF nel canale sono state effettivamente mangiate. Il predatore ha finalmente abboccato? O si è trattato semplicemente di un banchetto per le numerose nutrie e la fauna selvatica che da sempre popola i corsi d’acqua tra Laura e Gromola? Mentre i droni rientrano alla base e i curiosi iniziano a scarseggiare sulle sponde, in qualcuno qualche dubbio rimane: è stato il coccodrillo a cenare o qualche animale locale ha ringraziato per il pasto gratis offerto dagli ambientalisti?

