Si è concluso con un patteggiamento a due anni di reclusione, con beneficio della sospensione condizionale della pena, il procedimento giudiziario a carico di un anziano residente a Capaccio Paestum. L’uomo era accusato di aver compiuto atti sessuali con un minorenne in cambio di somme di denaro. La decisione è stata pronunciata dai giudici del Tribunale di Salerno. Contestualmente alla sentenza, il tribunale ha disposto la revoca del divieto di dimora che era stato precedentemente imposto all’imputato per i comuni di Castellabate e Agropoli.
La ricostruzione degli abusi e il modus operandi
Le indagini e il dibattimento hanno permesso di delineare un arco temporale prolungato per le condotte illecite, iniziate nel 2017 e proseguite fino al 2024. Il primo contatto tra l’uomo e la vittima sarebbe avvenuto in un ristorante dove il giovane, all’epoca quindicenne, prestava servizio.
Secondo quanto emerso, l’anziano avrebbe inizialmente offerto dei passaggi in auto al ragazzo, durante i quali avvenivano i primi approcci con l’offerta di sigarette, denaro e contatti fisici nelle parti intime.
Il rapporto è poi degenerato in incontri sistematici, circa due volte al mese, presso un’abitazione privata. In tali occasioni, l’imputato convinceva il minore a saltare le lezioni scolastiche in cambio di circa 100 euro per ogni prestazione.
Gli episodi sono stati localizzati tra i comuni di Capaccio e Trentinara, proseguendo anche dopo il compimento della maggiore età della parte lesa.
La dipendenza dal gioco e le minacce
La vittima, sentita durante la fase delle sommarie informazioni, ha ammesso di aver assecondato le attenzioni dell’uomo a causa di una dipendenza dal gioco d’azzardo, necessità che lo spingeva ad accettare il denaro offerto dall’anziano. Nonostante il tentativo del giovane di interrompere la relazione nell’agosto del 2023, l’imputato avrebbe continuato a esercitare forti pressioni, presentandosi presso l’abitazione del ragazzo e offrendo somme fino a mille euro per riprendere i rapporti.
La situazione è ulteriormente precipitata quando l’anziano avrebbe iniziato a inviare biglietti minacciosi pretendendo la restituzione del denaro precedentemente corrisposto. Questa escalation di molestie ha spinto il giovane a sporgere denuncia, ponendo fine alle insistenze dell’uomo e dando il via all’azione penale.
Il risarcimento del danno e la chiusura del processo
Il quadro probatorio si è avvalso anche delle testimonianze di persone informate sui fatti, che avevano assistito alle telefonate insistenti e ai prelievi del ragazzo presso il luogo di lavoro. Prima della conclusione del dibattimento, la parte offesa ha ricevuto un risarcimento del danno pari a 12mila euro.

