Emergenza allagamenti e degrado: i cimiteri del Cilento diventano oggetto di scontro politico

Scritto il 17/02/2026
da Ernesto Rocco

Gravi criticità nei cimiteri di Camerota e Ogliastro Cilento tra allagamenti e incuria. Scontro tra cittadini e comuni su manutenzione e sicurezza dei luoghi sacri

Le avverse condizioni meteo degli ultimi giorni hanno riacceso i riflettori sullo stato dei cimiteri nel territorio cilentano, con particolare riferimento ai comuni di Camerota e Ogliastro Cilento. In entrambe le realtà, cittadini e rappresentanti politici segnalano criticità strutturali che compromettono il decoro e la sicurezza dei luoghi della memoria, innescando accesi scontri tra amministrazioni e opposizioni.

Criticità e polemiche al cimitero di Camerota

A Camerota il caso è esploso a seguito di alcuni allagamenti che hanno interessato le cappelle di famiglia. L’acqua ha invaso gli ambienti ipogei destinati alle sepolture, scatenando l’indignazione dei familiari dei defunti. Inizialmente, il problema è stato messo in relazione con i lavori non ancora conclusi per la realizzazione di nuovi loculi a monte dell’area, ipotizzando che il cantiere avesse favorito infiltrazioni e un deflusso incontrollato piovano.

Sulla vicenda è intervenuto l’avvocato Adolfo Scarano, che ha definito l’episodio inaccettabile. “È vergognoso ciò che è accaduto nel cimitero”, ha dichiarato Scarano, aggiungendo che “non è tollerabile assistere a scene simili in un luogo sacro”. Il legale ha sollevato dubbi su presunte responsabilità amministrative nella gestione dei lavori, chiedendo chiarezza sui tempi di ripristino e ricordando che il rispetto per i defunti deve essere una priorità assoluta per la comunità civile.

La replica dell’amministrazione comunale di Camerota

La risposta del Comune non si è fatta attendere. A seguito di un sopralluogo tecnico che ha coinvolto la direzione lavori e la ditta esecutrice, il Responsabile dell’Area Tecnica ha redatto una relazione che esclude correlazioni tra i lavori di ampliamento e gli allagamenti. Secondo l’Ente, le infiltrazioni riguarderebbero esclusivamente cappelle gentilizie private, spesso costruite sotto il piano di campagna e affette da carenze manutentive, lesioni strutturali e problemi alle coperture.

L’Amministrazione ha attribuito i fenomeni all’eccezionale innalzamento della falda acquifera dovuto alle piogge persistenti, ribadendo che la manutenzione delle strutture private spetta ai proprietari. Il Sindaco ha poi respinto le accuse parlando di strumentalizzazione politica: “I morti meritano rispetto, non strumentalizzazioni”. La nota ufficiale ha inoltre rivendicato i progressi fatti con il progetto Terradamare, sottolineando la riduzione delle tariffe, la riorganizzazione dei servizi e la progettazione di soluzioni strutturali per superare le fragilità ereditate dalle gestioni passate.

Disagi e rischi per la sicurezza a Ogliastro Cilento

Situazione altrettanto tesa a Ogliastro Cilento, dove il gruppo di minoranza “Ogliastro Futura” ha denunciato lo stato di degrado del camposanto locale. Tra i problemi principali figura la chiusura dell’ingresso principale, interdetto da oltre tre mesi a causa di un crollo. Attualmente, l’accesso avviene tramite un passaggio secondario descritto come ripido e scivoloso, con evidenti rischi per l’incolumità dei visitatori.

L’opposizione ha documentato la presenza di pensiline fatiscenti e ferri scoperti, sottolineando come il problema fosse noto agli uffici tecnici già da tempo. Secondo quanto riportato da “Ogliastro Futura”, gli atti ufficiali citano un progetto da 499.000 euro per la messa in sicurezza risalente a novembre 2024 e un intervento in somma urgenza da oltre 382.000 euro a febbraio 2025. Nonostante la documentazione, la minoranza lamenta che “mentre si realizzano nuove edicole e cappelle, la sicurezza e l’accessibilità passano in secondo piano”, lasciando il luogo della memoria in uno stato di sostanziale abbandono.

Polemica ad Agropoli

Ad Agropoli, infine, già nelle scorse ore il consigliere di minoranza Raffaele Pesce aveva contestato la scelta dell’Ente di ridurre la distanza cimiteriale da 200 a 50 metri.

Una decisione che aprirebbe la strada a nuovi scenari edilizi in aree precedentemente vincolate per ragioni igienico-sanitarie e di rispetto sacrale. Il consigliere aveva sottolineato come la velocità con cui questa pratica è approdata in commissione contrasti nettamente con la lentezza che spesso caratterizza le questioni di interesse generale e diffuso. Con una nota protocollata a palazzo di città, Pesce ora ha chiesto ulteriori dettagli sulla struttura.