Un nuovo traguardo di eccellenza medica è stato raggiunto presso l’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. L’equipe della Uoc Clinica Neurochirurgica, sotto la guida del professor Giorgio Iaconetta, ha portato a termine con successo un delicato intervento di asportazione di un neurinoma dell’acustico, un tumore raro della base cranica che ha colpito un paziente sessantenne originario di Sanza.
Caratteristiche e sintomi del neurinoma dell’acustico
Questa patologia presenta un’incidenza estremamente bassa, stimata in circa un caso ogni 100.000 abitanti. La sua natura insidiosa rende spesso difficile una diagnosi precoce, poiché i primi segnali possono essere facilmente confusi con disturbi di lieve entità.
Il professor Iaconetta ha spiegato la complessità della sintomatologia: “Questa particolare condizione è spesso misconosciuta e subdola soprattutto perché esordisce inizialmente con sintomi apparentemente banali come ronzii persistenti alle orecchie, vertigini e instabilità”. Lo specialista ha inoltre evidenziato come, con la crescita della massa tumorale, possano insorgere complicazioni gravi: “Possono però comparire disturbi sempre più importanti come perdita dell’udito fino alla sordità, compromissione del nervo facciale, vertigini invalidanti e nei casi più gravi e trascurati, conseguenze potenzialmente letali”.
L’intervento multidisciplinare al Ruggi d’Aragona
La localizzazione della neoplasia alla base del cranio ha richiesto un approccio chirurgico di alta precisione in una sede anatomica particolarmente critica. L’operazione è stata eseguita da un’equipe multidisciplinare che ha visto la collaborazione di chirurghi, anestesisti, infermieri e tecnici, supportati dalle tecnologie all’avanguardia in dotazione presso l’ospedale salernitano.
Nonostante la manipolazione delle strutture nervose abbia causato un temporaneo disturbo del nervo facciale nel post-operatorio, il paziente ha recuperato completamente le proprie funzioni. Questo risultato conferma gli standard qualitativi del Ruggi, posizionandolo in linea con i principali centri di riferimento nazionali per la neurochirurgia.
La testimonianza del paziente e il ritorno a casa
Il percorso del paziente, segnato inizialmente da incertezza e timore, si è concluso positivamente con una dimissione avvenuta dopo soli quattro giorni di degenza. L’uomo ha voluto esprimere la propria riconoscenza verso il personale sanitario che lo ha assistito durante questa difficile prova.
“In seguito alla diagnosi ho pensato di morire, ma Iaconetta mi ha restituito una nuova vita. Sapevo che sottoponendomi a questa operazione avrei corso dei rischi ma dal primo momento mi sono affidato a lui e alla sua all’equipe, dotata di grande abilità e di una rara umanità”, ha dichiarato il sessantenne, aggiungendo infine: “Oggi mi sento benissimo. La competenza, la dedizione e la professionalità che ho trovato al Ruggi hanno fatto davvero la differenza”.

