Ci sono storie che parlano di lavoro, sacrificio e migrazione. E poi ce ne sono altre che parlano anche di dignità, rispetto e riscatto. Quella di Michele D’Alto e Antonietta Durante, entrambi originari di Sala Consilina, appartiene a questa seconda categoria.
Chi sono Michele e Antonietta
Marito e moglie, uniti nella vita e nel lavoro, da oltre dieci anni operano nel settore delle agenzie per il lavoro in Germania. Un percorso iniziato lontano da casa, fatto di esperienza diretta, anche dura, che li ha portati a una scelta precisa: fare impresa senza sfruttare le persone, soprattutto quelle più fragili.
Un’idea nata dall’esperienza personale
Michele è partito da Sala giovanissimo, a 18 anni. Ha vissuto in diverse città italiane prima di trasferirsi in Germania circa quindici anni fa. Antonietta, invece, era già lì: emigrata da bambina, conosceva bene le difficoltà di chi arriva all’estero senza punti di riferimento.
Entrambi hanno lavorato per anni all’interno di grandi agenzie interinali. È proprio lì che hanno visto il lato più duro del sistema: operai lasciati senza alloggio, senza corsi di lingua, senza supporto, spesso pagati il minimo indispensabile e messi da parte solo perché non parlavano tedesco.
Michele quella realtà l’ha vissuta sulla propria pelle. E da lì è nata una promessa: non permettere mai che altri subissero ciò che aveva subito lui.
Un modello diverso, basato sui fatti
La svolta arriva con una prima, piccola prova: tre amici arrivati da Napoli, inseriti al lavoro seguendo un modello nuovo, fatto di accoglienza e supporto reale. Funziona. Da lì, l’idea cresce.
All’interno di una grande agenzia, Michele e Antonietta iniziano a strutturare un sistema innovativo: offerte di lavoro chiare, trasparenti, pubblicate anche sui social; supporto costante; servizi concreti. In appena due mesi riescono a portare oltre 50 lavoratori attivi in un’agenzia che prima non riusciva a trattenerli. Un risultato che sorprende anche i vertici internazionali del gruppo.
Quando però quell’agenzia inizia a ridurre i servizi e a non rispettare più gli impegni presi con gli operai, la decisione diventa inevitabile: lasciare tutto e mettersi in proprio.
Da quattro anni Michele D’Alto e Antonietta Durante sono titolari di una propria agenzia interinale, oggi una realtà strutturata con tre uffici nel sud della Germania e circa 180 lavoratori attivi. In questi anni hanno dato lavoro a quasi 300 persone provenienti da tutta Europa.
Ma il vero cuore del progetto va oltre il contratto di lavoro. L’agenzia offre, a proprie spese:
alloggio; corsi di lingua tedesca; trasporti per chi non ha la patente; abbonamenti ai mezzi pubblici; supporto quotidiano e assistenza continua.
La scuola di lingua: integrazione vera
A completare il progetto nasce PERSONALMATRIX – LERN.TEAM, una scuola di lingua tedesca fondata dagli stessi Michele e Antonietta. Un luogo di formazione aperto non solo agli operai dell’agenzia, ma a chiunque voglia imparare il tedesco e costruirsi un futuro in Germania.
La scuola accompagna anche chi arriva dall’estero nelle pratiche fondamentali: iscrizione al comune, tessera sanitaria, documenti principali. Gli studenti studiano gratuitamente, sostengono esami e ricevono un certificato che attesta il livello linguistico raggiunto e la frequenza.
Un investimento enorme, economico e umano, che nasce da una visione chiara: integrazione significa dare strumenti, non solo lavoro.
Michele e Antonietta tengono a chiarirlo: raccontare questa storia non è pubblicità, né una richiesta di visibilità. Non c’è alcun interesse economico. C’è solo orgoglio. Per le loro famiglie, per i genitori, per Sala Consilina.
Per una terra che spesso vede partire i suoi figli migliori, ma che può ancora riconoscersi in storie di successo costruite con sacrificio e onestà.
La storia di Michele D’Alto e Antonietta Durante dimostra che anche all’estero si può fare impresa senza perdere l’umanità, che si può crescere senza calpestare nessuno, e che il lavoro, se fatto con serietà e rispetto, può diventare uno strumento di dignità e futuro.
È questa, forse, la lezione più grande che arriva da due ragazzi partiti da Sala e arrivati lontano, senza mai dimenticare da dove sono partiti.

