La gestione del patrimonio naturalistico di Agropoli torna al centro del dibattito politico locale. Al centro della polemica, sollevata dal consigliere di minoranza Raffaele Pesce, c’è il futuro del Centro visite Trentova-Tresino e una procedura amministrativa che, a distanza di mesi, sembrerebbe essere caduta nel vuoto.
Un bando senza esiti ufficiali
La vicenda ha inizio nel maggio del 2025, quando il Comune di Agropoli ha pubblicato un avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse relative alla gestione temporanea della struttura. Nonostante le istanze siano state regolarmente ricevute e protocollate già nel mese di giugno, l’iter pare essersi bruscamente interrotto.
Secondo quanto denunciato dal consigliere Pesce, dopo oltre otto mesi non è stata fornita alcuna comunicazione ufficiale circa l’esito della procedura o le valutazioni effettuate dagli uffici competenti. Questo silenzio amministrativo solleva interrogativi sulla trasparenza dell’agire dell’Ente, specialmente per quanto riguarda un’area di pregio che attende una valorizzazione strutturata.
Il rischio di una deriva commerciale
Oltre ai ritardi burocratici, la preoccupazione dell’opposizione riguarda la destinazione d’uso della struttura.
“C’è tutta l’area agricola e boschiva da gestire in modo adeguato, come dico da tre anni. C’è chi invece ancora pensa di rendere il Centro Visite Trentova-Tresino un ristorante, e questo mentre gli esercenti commerciali nel settore della ristorazione arrancano per pagare spese, tasse e imposte. Un’idea balorda, per di più in assenza di una minima competenza nella gestione di una Oasi naturalistica e agricola”, dice il consigliere comunale.
L’appello alla vigilanza resta alto, con la promessa di continuare a monitorare gli atti amministrativi per evitare che procedure pubbliche restino sospese in un limbo burocratico a favore di interessi privati o gestioni poco chiare.

