Il Festival di Sanremo rappresenta da decenni il fulcro della scena musicale nazionale, un palcoscenico capace di trasformare artisti emergenti in icone della cultura popolare. In questo contesto di prestigio, la provincia di Salerno ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano, contribuendo alla storia della kermesse con una nutrita schiera di talenti provenienti da diverse aree del territorio, dal Capoluogo al Cilento.
Le radici storiche e i pionieri salernitani
Il legame tra il salernitano e l’Ariston affonda le radici nelle prime edizioni del Festival. Il primo a segnare questo percorso fu Francesco Saverio Mangieri, originario di San Pietro al Tanagro. Compositore e direttore d’orchestra, Mangieri prese parte all’edizione del 1954 con il brano “Notturno”, interpretato da Natalino Otto e Vittoria Mongardi, raggiungendo il quarto posto.
Negli anni ’70, la scena fu dominata dai I Santo California, gruppo composto da musicisti di Nocera Inferiore e Angri. Nel 1977, la band conquistò il terzo posto con il brano “Monica”, portando alla ribalta nazionale un sodalizio artistico nato inizialmente con il nome di La Nuova Frontiera.
Il successo degli anni novanta e le nuove proposte
Il decennio degli anni ’90 ha visto una presenza salernitana particolarmente vibrante. Nel 1993, Nicola Napolitano di Centola partecipò alla prima edizione di Sanremo Giovani sotto la conduzione di Pippo Baudo.
Tuttavia, il 1995 segnò un momento di svolta con i Neri per Caso. Il gruppo vocale di Salerno trionfò nella sezione Nuove Proposte con “Le ragazze”, riportando il genere a cappella nel mainstream italiano e tornando l’anno successivo tra i Big con “Mai più sola”.
Nello stesso periodo si distinsero altre voci del territorio: Serena C (Serena Caporale), che calcò il palco nel 1994 con i Baraonna e nel 1998 come solista, e la giovanissima Adriana Ruocco di Vallo della Lucania, che nel 1996 presentò “Sarò bellissima”. L’anno prima era stato l’agropolese Michele Pecora a partecipare ma come autore e direttore di orchestra per il brano di Lighea, ”Rivoglio la mia vita”
Anche la città di Battipaglia trovò rappresentanza con Tania Tedesco, in gara tra le Nuove Proposte nel 1988 con “La notte delle favole”.
Evoluzione stilistica tra rock e cantautorato
La varietà dei generi musicali espressi dalla provincia è testimoniata dalle partecipazioni dei Doc Rock nel 1997 con “Secolo Crudele” e dalla parabola artistica di Neffa.
L’artista scafatese, evolutosi da rapper a raffinato cantautore, ha partecipato alla kermesse nel 2004 con “Le ore piccole” e nel 2016 con “Sogni e nostalgia”, confermando la versatilità del talento salernitano.
Il trionfo del rap e le edizioni recenti
In tempi più recenti, è stato Rocco Hunt a riportare Salerno sul gradino più alto del podio. Nel 2014, il rapper ha vinto la sezione Giovani con “Nu juorno buono”, brano diventato un simbolo di riscatto per il Meridione. Hunt è poi tornato all’Ariston nel 2016 con “Wake Up” e nell’edizione del 2025 con il brano “Mille vote ancora”.
L’attenzione del territorio verso la manifestazione resta altissima, con testate locali come InfoCilento stabilmente accreditate presso la sala stampa per seguire l’evento attraverso i canali televisivi, web e social.

