Sono arrivate tantissime persone ieri ad Aquara per prendere parte al “Carnevale Tradizionale” che viene celebrato, nel comune cilentano, da cinquant’anni. Mezzo secolo di tradizioni e allegria. Il Carnevale della Tradizione di Aquara è diventato, di recente, anche Patrimonio Immateriale della Regione Campania ed è stato rilanciato dalla Pro Loco di Aquara, presieduta da Massimiliano Caruso.
Il Carnevale di Aquara
La Pro Loco ha portato il Carnevale Aquarese in diverse città d’Italia e solo pochi giorni fa le maschere della tradizione hanno sfilato a Venezia davanti a migliaia e migliaia di persone. L’organizzazione del Carnevale di Aquara è stata sostenuta dal Comune guidato dal Sindaco, Antonio Marino.
L’interpretazione, ironica e divertente, della morte del Carnevale che segna la fine dell’inverno e l’inizio della Quaresima, con la Vedova al seguito che lo piange mentre si guarda intorno alla ricerca, già, di un nuovo marito; il banchetto della sposa con gli sposini che sfilano e un lungo corteo dietro, coppie simpaticissime, i dodici asinelli che rappresentano i mesi dell’anno a cui vengono associate le relative filastrocche rigorosamente in dialetto aquarese, trascritte dall’aquarese Bruno Levi, che le ha raccolte, nel corso degli anni, ascoltando la viva voce degli anziani, un Carnevale particolare, unico nel suo genere che si è avvalso della partecipazione dei figuranti ebolitani della “Farsa di Don Annibale” e dei “Campanacci di Krunatun” di Corleto Monforte accompagnati anche dal sindaco di Corleto, Filippo Ferraro, dalla Pro Loco di Corleto, guidata da Adriana Capo e da tanti cittadini intenti a fare rete.
“Per la prima volta la nostra tradizione di suonare i campanacci per le vie del paese, prima dell’arrivo del Carnevale, come rito propiziatorio e per scacciare gli spiriti maligni, l’abbiamo “esportata” al di fuori dei nostri confini comunali” ha fatto sapere il sindaco Ferraro. La grande festa aquarese, con il “capitano del Carnevale”, Lucio D’Urso è iniziata presto per continuare fino a tarda serata tra risate e allegria.

