I deputati di Forza Italia Deborah Bergamini, Rosaria Tassinari, Erica Mazzetti, Vito De Palma, Davide Bergamini, Alessandro Battilocchio e Attilio Pierro hanno presentato un’interrogazione, illustrata oggi in Aula, nel corso del Question Time, al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini in merito alla messa a gara delle concessioni demaniali marittime, prevista entro il 30 settembre 2027 in attuazione della Direttiva Bolkestein.
La posizione di Forza Italia
Gli interroganti hanno evidenziato come l’avvio delle procedure di gara in alcune aree del Paese stia mostrando criticità rilevanti: l’ingresso sul mercato di grandi gruppi finanziari e imprenditoriali, dotati di ingenti capacità di investimento e orientati all’acquisizione di portafogli di concessioni, rischia di alterare profondamente l’equilibrio del settore, mettendo in seria difficoltà le piccole imprese che storicamente gestiscono gli stabilimenti balneari italiani.
“Parliamo di un settore chiave del nostro turismo – dichiarano – un comparto che rappresenta un unicum a livello internazionale e che costituisce una componente identitaria del sistema economico e sociale delle nostre coste”. I deputati azzurri hanno sottolineato l’importanza delle misure già annunciate dal Governo, a partire dal tema dell’indennizzo per i concessionari uscenti, “fondamentale per evitare che la transizione si traduca in una forma di esproprio di fatto ai danni di chi ha investito e lavorato per anni”. Nel merito dell’applicazione della Direttiva Bolkestein, hanno evidenziato una criticità di fondo: “Una liberalizzazione concepita per aumentare la concorrenza rischia, nei fatti, di produrre l’effetto opposto, favorendo la concentrazione delle concessioni in capo a pochi grandi operatori, spesso stranieri, con il pericolo di nuovi monopoli sulle nostre spiagge”.
La proposta
Per questo, i deputati di Forza Italia hanno proposto la limitazione a una sola concessione per ciascun operatore nell’ambito delle procedure di gara, misura che contribuirebbe a riequilibrare il sistema e a scongiurare fenomeni di concentrazione eccessiva. “Le piccole imprese balneari – hanno concluso – devono poter competere ad armi pari. Difendere il pluralismo imprenditoriale lungo le nostre coste significa difendere lavoro, qualità dell’offerta turistica e sovranità economica”.

