Lavoro straniero: un pilastro da 1,3 milioni di assunzioni nel 2025. I dati del report Cgia

Scritto il 01/03/2026
da Redazione Infocilento

Il report Cgia conferma il ruolo cruciale dei lavoratori stranieri in Italia: quasi una assunzione su quattro nel 2025 riguarderà immigrati. Analisi dei dati tra Salerno e le altre province

L’integrazione dei lavoratori stranieri non è più un fenomeno transitorio, bensì un pilastro strutturale del mercato occupazionale italiano. Secondo l’ultimo report elaborato dall’ufficio studi della Cgia, basato sui dati del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e del Ministero del Lavoro, le assunzioni di immigrati previste per il 2025 hanno sfiorato la quota di 1 milione e 360mila unità. Questa cifra rappresenta il 23% del totale nazionale: in termini pratici, quasi un nuovo assunto su quattro non è di nazionalità italiana.

Il caso Salerno e le dinamiche in Campania

Nella provincia di Salerno, l’incidenza dei lavoratori stranieri è significativa, seppur leggermente inferiore alla media nazionale. Le imprese del territorio hanno previsto l’assunzione di 116.510 addetti, di cui 22.090 stranieri, pari al 19% del totale. A livello regionale, la Campania ha registrato una crescita esponenziale negli ultimi otto anni: le entrate previste di immigrati sono aumentate del 107,1%, passando dalle 34.220 unità del 2017 alle 70.860 del 2025. Tuttavia, l’incidenza percentuale regionale si ferma al 14,2%, posizionandosi al di sotto della media italiana.

La mappa dell’occupazione straniera in Italia

Il balzo rispetto al periodo pre-pandemia è evidente in tutto lo Stivale. Rispetto al 2019, il numero assoluto di ingressi previsti è più che raddoppiato. Alcune regioni mostrano picchi di crescita straordinari nel periodo 2017-2025:

Basilicata: +306,1%

Trentino-Alto Adige: +236,7%

Umbria: +189,5%

A livello provinciale, il primato per incidenza spetta a Prato, dove il 55,5% delle assunzioni riguarda personale straniero. Seguono Gorizia e Piacenza (39,7%), Matera (36,4%) e Bolzano (35,1%). In termini assoluti, Milano guida la classifica con 141.790 assunzioni, seguita da Roma (96.660) e Verona (42.000).

Un contributo essenziale contro la carenza di manodopera

L’analisi si arricchisce delle elaborazioni della Fondazione Leone Moressa, che evidenzia come i lavoratori dipendenti extracomunitari in Italia siano quasi 2,2 milioni. L’incidenza maggiore si registra in Emilia-Romagna (17,4%), Toscana e Lombardia (entrambe al 16,6%). Il report sottolinea che l’apporto dei lavoratori stranieri è ormai vitale per settori in cui la manodopera italiana scarseggia, come l’agricoltura, l’edilizia, la logistica e l’assistenza domestica.

Le conclusioni del report sono nette: «I dati mostrano chiaramente che il contributo degli stranieri è fondamentale per l’equilibrio demografico, produttivo e previdenziale del Paese». Lo studio precisa inoltre che «Molti stranieri lavorano in ambiti dove scarseggia la manodopera italiana: agricoltura, edilizia, logistica, assistenza domestica e cura degli anziani. In molte zone del Paese, queste attività andrebbero in difficoltà senza di loro. Non si tratta quindi di una sostituzione dei lavoratori italiani, ma di una presenza che copre posti che spesso resterebbero scoperti».