Il Comune di Teggiano ha deciso di passare alle vie legali per risolvere la vicenda relativa alla rete fognaria cittadina. L’esecutivo guidato dal sindaco Michele Di Candia ha ufficializzato il conferimento di un incarico legale esterno. L’Ente lamenta gravi criticità infrastrutturali e le pesanti procedure di infrazione comunitaria che gravano sul territorio.
Teggiano figura infatti nell’elenco dei comuni campani inadempienti rispetto alla direttiva 91/271/CEE. Le contestazioni mosse dall’Europa sono precise: mancanza di un’adeguata rete di collettamento, mancato adeguamento del processo depurativo e carenze strutturali nella progettazione e gestione degli impianti di trattamento delle acque reflue urbane.
Il nodo degli allacci e il rischio di perdere i finanziamenti
Al centro della contesa vi è il ruolo della Consac S.p.A., società che dal 2011 gestisce il servizio idrico integrato per 86 Comuni dell’area. Secondo l’Amministrazione comunale, il gestore sarebbe venuto meno agli obblighi di intervento necessari per superare le criticità del ciclo delle acque.
La tensione è culminata dopo una diffida formale inviata lo scorso 24 novembre, con la quale il sindaco e l’Area Tecnica sollecitavano interventi urgenti per gli allacci fognari in diverse arterie strategiche, tra cui via Cannicelle, via Fosso San Martino, via Vione, via Codaglioni, via Provinciale Pantano, via Carrani e via Boccarino. Secondo quanto riportato nel verbale della delibera, alla scadenza dei termini non sarebbe pervenuto alcun riscontro ufficiale da parte di Consac.
L’inerzia del gestore, denuncia il Comune, rischia di paralizzare il cronoprogramma dei lavori di rifacimento del manto stradale, con il concreto pericolo di perdere le risorse finanziarie già assegnate per le opere pubbliche.
La replica di Consac: “Responsabilità antecedenti alla nostra gestione”
Non si è fatta attendere la risposta della Consac S.p.A., che rispedisce al mittente le accuse, definendo il sistema fognario ereditato come affetto da “gravi criticità” già nel 2011. Secondo la società, la realizzazione delle reti è per legge di competenza esclusiva delle amministrazioni municipali.
La governance di Consac sottolinea come la procedura d’infrazione europea risalga a indagini avviate nel 2007, ben prima del passaggio di consegne: “La non conformità in questione, attinente alla mancata connessione alla rete fognaria, risulta quindi – ed è bene chiarirlo ancora una volta – un’anomalia antecedente al subentro di Consac nella gestione del servizio fognario-depurativo“.
L’azienda rivendica inoltre il merito di aver sbloccato la situazione: “Ad oggi è grazie all’impegno di Consac se sono state ammesse a finanziamento regionale progettazioni per oltre 13 milioni di euro“. La società ha inoltre evidenziato come, dal 2022, siano state avviate campagne di allacciamenti massivi in sostituzione del Comune, intervenendo su tronchi fognari mai messi in esercizio e che necessitavano di profonde riparazioni.
Verso il giudizio: una complessità giuridica da sciogliere
La battaglia legale si preannuncia lunga e verterà sulla delimitazione delle responsabilità tra l’ente proprietario delle infrastrutture e il soggetto gestore del servizio.

