Agropoli, siglato l’accordo con la Soprintendenza: 65 reperti archeologici affidati al Museo del Palazzo Civico delle Arti

Scritto il 10/03/2026
da Ernesto Rocco

Il Comune di Agropoli e la Soprintendenza firmano l'accordo per il deposito di 65 reperti archeologici al Palazzo Civico delle Arti. Un'intesa decennale per la tutela e la valorizzazione del patrimonio

Il patrimonio storico di Agropoli si consolida e si lega indissolubilmente al territorio. Attraverso la firma di un protocollo d’intesa strategico, il Comune di Agropoli e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Salerno e Avellino hanno ufficializzato il deposito di 65 reperti archeologici di proprietà statale presso il Museo Archeologico situato nel prestigioso Palazzo Civico delle Arti.

Un’intesa decennale per la tutela del patrimonio statale

L’accordo, sottoscritto dal Sindaco Roberto Mutalipassi e dalla funzionaria archeologa della Soprintendenza, Simona Di Gregorio, definisce le linee guida per la gestione dei reperti già presenti nella struttura. Il documento non si limita a una formale consegna, ma stabilisce un impegno rigoroso volto alla conservazione e alla tutela dei manufatti, garantendone l’integrità fisica e la massima sicurezza all’interno degli spazi espositivi. Il deposito avrà una durata iniziale di 10 anni, con l’esplicita possibilità di rinnovo, assicurando così una stabilità istituzionale alla collezione museale.

Sinergia istituzionale e valorizzazione del territorio

L’intesa si colloca in un più ampio quadro di cooperazione tra enti pubblici, mirato a salvaguardare il patrimonio archeologico nazionale e, contestualmente, a elevare le risorse culturali locali. La collaborazione non riguarda esclusivamente la custodia, ma si estende alla gestione operativa di progetti di promozione culturale. Tali iniziative vedranno il supporto attivo del Comitato tecnico scientifico, coordinato da Fabio Astone, e l’impegno diretto del consigliere delegato alla Cultura, Franco Crispino.

Ricerca e promozione al servizio della comunità

Oltre alla funzione conservativa, l’accordo trasforma il Museo in un centro nevralgico per la ricerca scientifica e lo studio approfondito dei materiali. La sinergia tra il Comune e la Soprintendenza punta infatti a facilitare attività di divulgazione e promozione culturale, operando sempre nel rigoroso rispetto delle normative vigenti e delle linee guida ministeriali.