La segreteria sindacale UIL FPL esprime con orgoglio il proprio plauso nei confronti del Presidio Ospedaliero di Eboli e di tutti i suoi operatori, di ogni ordine e grado. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e personale amministrativo rappresentano ogni giorno il cuore pulsante della sanità pubblica sul territorio, garantendo con professionalità e dedizione un servizio fondamentale per la comunità.
La nota
“Come organizzazione sindacale continueremo, come sempre, a essere vigili anche rispetto alle criticità presenti, che devono essere affrontate e migliorate per assicurare ai cittadini un’assistenza sanitaria sempre più efficiente, moderna e vicina ai bisogni del territorio. Proprio in questa direzione si inserisce un importante risultato raggiunto dall’Unità Operativa Complessa di Urologia del Presidio Ospedaliero “Maria SS. Addolorata” di Eboli, che rappresenta un esempio concreto di “buona sanità” e di innovazione tecnologica al servizio dei pazienti.
Abbiamo infatti appreso dell’introduzione di una tecnica diagnostica avanzata che segna un passo decisivo verso la diagnostica di precisione nel carcinoma della prostata. Per la prima volta presso il presidio ospedaliero di Eboli, l’équipe della UOC di Urologia diretta dal dottor Michele Pierri, e composta dai dirigenti medici dottor Fabio Galasso, dottoressa Clara Barba e dottor Marco Fasbender Jacobitti, ha eseguito una seduta di biopsie prostatiche e co guidate transperineali con tecnica Fusion.
Eccellenza e innovazione
Si tratta di una metodica innovativa che rappresenta oggi lo standard internazionale raccomandato dalle principali linee guida per la diagnosi del carcinoma prostatico. Il carcinoma della prostata è infatti la neoplasia più frequente nel sesso maschile in Italia, con circa 41.000 nuovi casi stimati ogni anno secondo i dati AIOM 2023. In questo contesto, la diagnosi precoce e accurata rappresenta un fattore determinante per migliorare la prognosi dei pazienti e individuare il trattamento più appropriato. La biopsia prostatica rimane l’esame gold standard per la diagnosi istologica del carcinoma prostatico.
Tuttavia, la metodica tradizionale – la biopsia transrettale ecoguidata sistematica – presenta alcune limitazioni significative: un tasso di mancata diagnosi dei tumori clinicamente significativi stimato tra il 20% e il 40%, oltre a un rischio non trascurabile di complicanze infettive, come la sepsi post-procedura, che può arrivare fino al 3-4% dei casi. Per superare queste criticità, la comunità scientifica internazionale ha sviluppato e validato la biopsia prostatica con fusione di immagini, una tecnologia che combina le immagini provenienti dalla risonanza magnetica multi parametrica della prostata con quelle ecografiche utilizzate dall’operatore durante i prelievi.
Questo sistema consente di individuare con maggiore precisione le aree sospette, migliorando l’accuratezza diagnostica e riducendo i margini di errore. La conoscenza precisa della localizzazione del tumore permette inoltre di ottimizzare le strategie terapeutiche, dalla radioterapia stereotassica alle terapie focali come HIFU e crioterapia, fino alla chirurgia robot-assistita.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla possibilità di effettuare prelievi bioptici georeferenziati sulla mappa prostatica tridimensionale fornita dal sistema, offrendo una visione estremamente dettagliata della patologia. La procedura viene eseguita in anestesia locale, con eventuale sedazione, in regime ambulatoriale o di day surgery, consentendo ai pazienti un rapido ritorno alle normali attività quotidiane.
Punto di riferimento per l’intero territorio
Il risultato raggiunto dalla Urologia del Presidio Ospedaliero di Eboli dimostra ancora una volta come, quando si investe nelle professionalità e nelle tecnologie, la sanità pubblica sia in grado di offrire servizi di altissimo livello. La UIL FPL continuerà a sostenere e valorizzare tutte quelle esperienze che rappresentano esempi concreti di eccellenza sanitaria, mantenendo allo stesso tempo alta l’attenzione sulle criticità del sistema, con l’obiettivo comune di migliorare sempre più la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.

