L’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ruggi d’Aragona” di Salerno ha ufficializzato la costituzione di parte civile nel processo relativo alla morte di Umberto Maddolo (leggi qui). L’inchiesta, che entrerà nel vivo nei prossimi giorni presso il Tribunale di Salerno, vede come imputato il cardiochirurgo Enrico Coscioni, già figura di vertice della “Torre Cardiologica” e figura chiave della sanità regionale.
La scelta è stata formalizzata attraverso una delibera firmata dal direttore generale facente funzioni, Sergio Russo, il quale ha conferito mandato speciale all’avvocato Raffaele Miele per rappresentare l’Ente in aula, ravvisando un potenziale e grave nocumento alle istituzioni coinvolte.
Le accuse e il presunto danno d’immagine
La decisione del vertice del “Ruggi” non è legata esclusivamente alla tragica fatalità dell’evento, ma anche alla specifica accusa di falso ideologico mossa nei confronti di Coscioni. Secondo le valutazioni della direzione strategica, tale contestazione configurerebbe una condotta capace di arrecare un grave danno d’immagine all’azienda ospedaliera.
L’iter ha subito un’accelerazione dopo che lo scorso 26 gennaio il dg Russo aveva richiesto approfondimenti agli uffici competenti, tra cui l’Ufficio procedimenti disciplinari. Nonostante l’assenza di precedenti sanzioni interne, la ricezione del decreto che dispone il giudizio ha spinto l’Azienda a intervenire attivamente nel processo per tutelare il proprio prestigio e monitorare l’accertamento della verità.
La vicenda clinica: l’inchiesta sulla morte di Umberto Maddolo
Il caso trae origine dal decesso di Umberto Maddolo, avvenuto nel dicembre 2021 a seguito di complicazioni post-operatorie. L’inchiesta, partita dalla denuncia dei familiari, ha portato alla luce un dettaglio determinante: gli accertamenti avrebbero rilevato la presenza di una garza chirurgica dimenticata nel corpo del paziente al termine dell’intervento.
Per la morte di Maddolo l’accusa è di omicidio colposo. Oltre a Enrico Coscioni, risultano imputati i cardiochirurghi Gerardo Del Negro e Francesco Pirozzi, e l’anestesista Pietro Toigo. La posizione di Coscioni rimane la più delicata a causa della contestazione aggiuntiva di falso ideologico.
La pressione politica: Mario Polichetti chiede la sospensione di Coscioni
Sulla vicenda è intervenuto con fermezza Mario Polichetti, responsabile nazionale del comparto Sanità dell’Udc, sollecitando un provvedimento amministrativo immediato da parte dell’Azienda. Secondo l’esponente politico, la sola costituzione di parte civile non sarebbe sufficiente a garantire la piena tutela dell’Ente.
«Alla luce dei fatti emersi e dell’apertura del procedimento giudiziario ritengo doveroso che il “Ruggi” di Salerno proceda alla sospensione del dottor Coscioni da tutti gli incarichi attualmente ricoperti. Non si tratta di una condanna anticipata, ma di una misura necessaria per tutelare l’immagine e la credibilità dell’istituzione sanitaria».
Polichetti ha sottolineato come il rapporto fiduciario tra istituzione e professionista sia ormai irrimediabilmente incrinato dalle accuse mosse dalla Procura.
«Il rapporto fiduciario è un elemento fondamentale, soprattutto per chi ricopre ruoli apicali nella sanità pubblica. In questo caso, alla luce delle accuse contestate, tale rapporto risulta inevitabilmente compromesso. È quindi necessario agire con senso di responsabilità e trasparenza nei confronti dei cittadini».
Coerenza amministrativa e trasparenza verso i cittadini
Il delegato dell’UDC ha infine richiamato il direttore generale Sergio Russo a una scelta di campo netta: se l’ospedale riconosce di essere stato danneggiato, deve agire di conseguenza anche sul piano del rapporto lavorativo con l’imputato.
«Se il Ruggi ha ritenuto di costituirsi parte civile, riconoscendo la gravità della situazione, allora deve essere conseguente anche sul piano amministrativo. La sospensione rappresenta un atto di rispetto verso i pazienti, le famiglie coinvolte e l’intero sistema sanitario. Confido che il direttore generale facente funzioni Sergio Russo voglia valutare con attenzione questa richiesta».
L’appuntamento in aula è fissato per il prossimo 26 marzo davanti al giudice Maddalena Caccavale, data in cui si aprirà ufficialmente il confronto processuale su uno dei casi più discussi della sanità campana recente.

