Provincia di Salerno il 4 maggio al voto: l’affondo di Simone Valiante

Scritto il 24/03/2026
da Redazione Infocilento

Simone Valiante attacca duramente il PD salernitano sulle elezioni provinciali: «Basta strategie per candidati a termine, servono nuovi gruppi dirigenti».

Il clima politico attorno alla successione a Palazzo Sant’Agostino si surriscalda. Mentre la macchina organizzativa fissa ufficialmente per il 4 maggio la data del voto per il nuovo Presidente della Provincia, le indiscrezioni sui criteri di scelta del candidato da parte del Partito Democratico scatenano reazioni durissime. A rompere il silenzio è Simone Valiante, sindaco di Cuccaro Vetere ed ex deputato, che non usa mezzi termini per definire l’attuale fase politica del centrosinistra salernitano.

Al centro della polemica vi è la strategia di individuare un profilo “di transizione”: un sindaco di un piccolo comune che accetti una reggenza a termine. Secondo Valiante, questa manovra sarebbe finalizzata a congelare la carica per consentire futuri movimenti elettorali ai vertici della Regione, una prospettiva che l’ex parlamentare bolla come inaccettabile.

“Una commedia tragicomica”: la critica alla gestione del PD

Il primo cittadino di Cuccaro Vetere punta il dito contro quella che definisce una gestione personalistica delle istituzioni, sollevando dubbi sulla tenuta democratica e sulla visione politica del partito locale.

«Al peggio non c’è mai limite in Provincia di Salerno», esordisce Valiante nel suo commento. «Se fosse vera l’indiscrezione giornalistica che il PD locale è alla ricerca di un candidato presidente della Provincia “a termine”, per poter consentire a De Luca che non è candidabile il prossimo 4 maggio, di potersi candidare tra un anno, saremmo di fronte ad una commedia tragicomica, per non dire di peggio. Una vicenda surreale, ancora una volta unica in Italia».

L’appello per un nuovo gruppo dirigente

Oltre alla critica, Valiante lancia una proposta politica chiara: utilizzare l’appuntamento elettorale del 3 maggio non come un passaggio tecnico, ma come un’opportunità di rinnovamento e valorizzazione delle competenze amministrative presenti sul territorio. L’accusa rivolta ai vertici è quella di soffocare il ricambio generazionale per timore di perdere il controllo sugli equilibri interni.

«Ma non si può, in maniera molto più seria, insieme ad una coalizione ampia, utilizzare questo appuntamento per provare a valorizzare un nuovo gruppo dirigente?», incalza il sindaco. Valiante sottolinea come il territorio esprima numerosi amministratori capaci su cui potrebbe convergere un consenso unitario: «Uno dei tanti sindaci bravi che il PD ha espresso in questi anni e sui quali tanti di noi convergerebbero, o si ha, come al solito, paura della crescita politica degli altri? Ma che politica è questa?».