Incarichi d’oro ad Agropoli? Scoppia il caso sulle nomine dei funzionari: l’attacco di Raffaele Pesce

Scritto il 25/03/2026
da Redazione Infocilento

Il consigliere Raffaele Pesce presenta un'interrogazione sulle nomine dei funzionari ad Agropoli: dubbi su criteri, competenze e coerenza degli incarichi nell'Area Politiche Sociali

Il tema della gestione del personale e della macchina amministrativa del Comune di Agropoli torna al centro del dibattito politico. Il consigliere comunale Raffaele Pesce, del movimento civico “Liberi e Forti”, ha presentato una formale interrogazione consiliare in merito al recente decreto sindacale prot. n. 10184 del 19 marzo 2026, con il quale sono stati nominati i Responsabili degli Uffici e dei Servizi per l’anno in corso. Al centro della contestazione vi è la presunta mancanza di coerenza tra gli incarichi di Elevata Qualificazione conferiti e le effettive competenze professionali dei soggetti nominati.

Le perplessità sulla selezione e i criteri di valutazione

Secondo quanto esposto dal consigliere Pesce, il provvedimento sindacale non renderebbe esplicita l’esistenza di un’istruttoria comparativa tra i dipendenti dell’Ente. Il documento sottolinea come non risulterebbero chiari i criteri oggettivi utilizzati per la valutazione dei titoli, delle esperienze e delle competenze specifiche necessarie per ricoprire ruoli che, per loro natura, richiedono “un elevato contenuto professionale, autonomia gestionale e specifica competenza specialistica”.

Particolare attenzione viene rivolta all’Area “Politiche Sociali, Giovanili e Pari Opportunità” (Area 10). Nell’interrogazione si legge che per tale settore risulterebbe nominata una figura proveniente da un ambito professionale differente, quello dei tributi, nonostante all’interno dell’Ente siano presenti professionalità con esperienze potenzialmente più coerenti con il settore sociale.

Il rispetto del Regolamento Comunale

L’affondo del consigliere si basa anche su quanto previsto dall’articolo 21 del Regolamento comunale di Organizzazione degli Uffici e Servizi. La norma interna stabilisce che l’incarico di posizione organizzativa debba essere conferito tenendo conto di requisiti precisi: un’adeguata preparazione culturale legata a titoli accademici “relativi a materie concernenti l’incarico assegnato” o, in alternativa, una “specifica esperienza pluriennale di almeno cinque anni nelle materie oggetto d’incarico”.

Pesce ribadisce che la corretta attribuzione di questi incarichi non è solo una questione burocratica, ma un elemento che “incide direttamente sull’efficacia dell’azione amministrativa e sulla qualità dei servizi resi ai cittadini”.

Le richieste all’Amministrazione

Attraverso l’atto ispettivo, il consigliere interroga il Sindaco e l’Assessore competente per ottenere chiarimenti su cinque punti fondamentali, tra cui:

  1. “Quali siano stati i criteri adottati per l’attribuzione degli incarichi di Elevata Qualificazione di cui al decreto in oggetto”;
  2. “Se sia stata effettuata una valutazione comparativa tra i dipendenti dell’Ente e, in caso affermativo, con quali modalità e risultanze”;
  3. “In che modo sia stata verificata la coerenza tra le competenze professionali possedute dai soggetti nominati e le funzioni assegnate, con particolare riferimento all’Area ‘Politiche Sociali'”.

L’interrogazione si conclude con la richiesta di una discussione nel primo Consiglio Comunale utile, auspicando la presenza del Responsabile dell’Area interessata per fornire chiarimenti diretti sulle modalità di esercizio delle funzioni.