Dopo settimane di allerta, arrivano i primi dati rassicuranti sul fronte dell’epidemia di Epatite A che ha colpito la Campania e diverse aree d’Italia. Secondo i monitoraggi più recenti effettuati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno di Portici, non si registrano più nuove positività nei frutti di mare e nelle acque campane.
Si tratta di un segnale di distensione fondamentale per la salute pubblica, ma anche per il rilancio di settori strategici come la pesca, l’agricoltura e la ristorazione, messi a dura prova dalla diffusione del virus.
Il monitoraggio dell’Istituto Zooprofilattico di Portici
Il professor Giuseppe Iovane, direttore generale dell’Istituto di Portici, ha fatto il punto sulla situazione dei controlli che interessano capillarmente il settore ittico e ortofrutticolo regionale. I dati indicano una netta inversione di tendenza rispetto alle criticità rilevate nei mesi scorsi.
«Su 263 campioni sono rimasti solo nove positivi frutti di mare e uno di acqua. Si tratta solo di quelli registrati nelle settimane scorse. Da giorni e giorni i campioni hanno dato esito negativo».
Queste dichiarazioni confermano che, nonostante la presenza di casi pregressi, la fase acuta della contaminazione ambientale sembra essere in fase di risoluzione. È importante sottolineare, inoltre, che nessun campione di frutta e verdura è mai risultato positivo alla contaminazione, rendendo ingiustificati eventuali allarmismi o ordinanze restrittive che vietino il consumo di prodotti agricoli.
I numeri del contagio e la velocità di diffusione
Sebbene l’emergenza stia rientrando, la velocità di diffusione della malattia virale richiede ancora estrema cautela. In Campania si contano attualmente 180 casi, di cui 27 in provincia di Salerno. Il decremento dei contagi sarà un processo graduale, poiché il virus dell’Epatite A ha un periodo di incubazione fino a cinquanta giorni.
A livello nazionale, il bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità evidenzia un aumento dei casi nel 2025 (631 totali contro i 443 del 2024), legato non solo al consumo di molluschi ma anche a una crescita della trasmissione sessuale, che ha fatto registrare 101 casi tra il 2025 e il 2026.
Strategie di prevenzione e supporto al comparto ittico
La task force regionale campana, guidata dalla direzione della tutela prevenzione, ha risposto all’emergenza incrementando il numero di persone da vaccinare, con un focus specifico sui soggetti fragili, immunodepressi e adolescenti. Parallelamente, la Regione sta valutando l’impatto economico che la crisi sanitaria ha avuto sul comparto della pesca.
L’assessora alla Pesca e Acquacoltura della Regione Campania, Fiorella Zabatta, ha annunciato misure concrete a sostegno della categoria:
«Sarà l’occasione per illustrare le iniziative in programma e le misure introdotte dall’assessorato che rappresento: un premio per i giovani pescatori e interventi concreti a sostegno del settore».
Norme igieniche e sicurezza alimentare: i consigli degli esperti
Per prevenire ulteriori focolai, le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza di seguire rigorose norme igieniche individuali. Tra queste, il lavaggio frequente delle mani e la cottura completa degli alimenti restano i pilastri della sicurezza.
Per quanto riguarda il consumo di molluschi, è necessario assicurarsi che la temperatura di cottura raggiunga il cuore del prodotto anche dopo l’apertura delle valve. Massima attenzione va prestata anche al lavaggio di frutta e verdura consumate crude (come frutti di bosco, insalate e pomodori), utilizzando, se opportuno, disinfettanti per uso alimentare. Una corretta gestione degli scarichi fognari e il rispetto delle norme di produzione e distribuzione completano il quadro delle azioni necessarie per evitare contaminazioni crociate.

