Il patrimonio della mobilità locale nel Cilento preda di comportamenti al limite del vandalismo. Quello che doveva essere un servizio d’eccellenza per la comunità, sostenuto da ingenti investimenti privati, si sta trasformando in un bollettino di danni e inciviltà. L’azienda Cilento Bus Infante ha sollevato la questione, denunciando una serie di episodi che colpiscono non solo i mezzi, ma l’intero sistema dei trasporti dedicato a studenti e turisti.
Investimenti a rischio: la flotta rinnovata vittima dell’incuria
L’amarezza della proprietà scaturisce dal forte contrasto tra l’impegno economico profuso e lo stato attuale dei veicoli. L’azienda ha infatti investito risorse significative per garantire un parco macchine moderno e sicuro, volto a valorizzare l’area cilentana. Tuttavia, la realtà quotidiana racconta una storia differente, fatta di sedili sventrati e accumuli di rifiuti che rendono i mezzi quasi impraticabili al termine di ciascun viaggio.
Le condizioni documentate a bordo sono allarmanti: tra i cumuli di immondizia sono stati rinvenuti numerosi residui di sigarette tradizionali ed elettroniche, segno di una totale noncuranza delle norme basilari di convivenza e sicurezza. “Abbiamo fatto enormi sacrifici per rinnovare l’intera flotta acquistando tutti autobus nuovi”, spiegano i responsabili dell’azienda, sottolineando come tali azioni mettano oggi in seria difficoltà sia la stabilità aziendale che il lavoro dei dipendenti.
La fine del dialogo: l’appello ai genitori e il ricorso alle autorità
Un tempo l’approccio educativo puntava sul confronto diretto, ma oggi lo scenario sembra essere mutato radicalmente. I vertici di Cilento Bus Infante evidenziano un deterioramento nei rapporti interpersonali che rende difficile ogni tentativo di mediazione verbale con i trasgressori, spesso giovanissimi: “Se qualche anno fa, una paternale era routine oggi riteniamo sia pericoloso dialogare con chi compie queste azioni“.
In questo contesto di tensione, l’azienda lancia un ultimo appello alla responsabilità civile, individuando nelle famiglie l’unico argine possibile prima di procedere per vie legali. La collaborazione dei genitori viene indicata come l’ultimo strumento bonario di mediazione rimasto. Tuttavia, la tolleranza sembra essere giunta al limite: la società ha infatti annunciato che, qualora tali episodi dovessero ripetersi, non esiterà a segnalare i responsabili alle Autorità Competenti per tutelare i propri beni e la sicurezza del servizio pubblico.

