Il bilancio delle vittime sul lavoro in provincia di Salerno continua ad aggravarsi. L’ultimo tragico episodio riguarda la scomparsa di Ciro Di Martino, deceduto a Bellizzi, un evento che si inserisce in una sequenza di incidenti gravi e mortali che hanno colpito duramente il territorio negli ultimi mesi. Solo pochi giorni prima del decesso di Di Martino, si erano registrati altri due sinistri significativi: un operaio è rimasto incastrato con una mano in un macchinario a Battipaglia, mentre un altro lavoratore è rimasto coinvolto nel ribaltamento di una gru presso il depuratore di Castellabate.
Questa escalation di episodi nei luoghi di produzione non è un fenomeno isolato. Lo scorso febbraio, la comunità di Siano ha pianto il 61enne Rocco Costantino, precipitato da un’altezza di cinque metri durante la demolizione di un solaio. Appena ventiquattr’ore prima, a Nocera Inferiore, il giovane Carmine Albero, di soli 24 anni, aveva perso la vita travolto da un autocarro all’interno di un cantiere.
I dati Inail: una flessione che non arresta la strage
Nonostante la drammaticità della cronaca locale, i dati statistici nazionali mostrano una timida inversione di tendenza, che tuttavia non basta a mitigare la gravità della situazione. Nel mese di gennaio 2026, le denunce di infortunio occorse in occasione di lavoro sono state 29.611. Il dato evidenzia una diminuzione dell’1,6% rispetto alle 30.090 rilevazioni effettuate nello stesso mese del 2025. Sebbene il calo sia considerato un segnale rilevante, il volume assoluto degli incidenti resta drammaticamente elevato, confermando come la prevenzione non sia ancora riuscita a eradicare il rischio sistemico nelle attività produttive.
La reazione dei sindacati: la vita non è una merce
Di fronte alla tragedia di Bellizzi, la risposta delle organizzazioni sindacali è stata immediata e perentoria. Gerardo Gilberti e Fabio Giordano, rappresentanti della Femca Cisl Campania Sud, hanno espresso una ferma condanna verso logiche aziendali che antepongono il profitto alla tutela umana. In una nota ufficiale, i sindacalisti hanno ribadito una posizione che non ammette deroghe: “La vita dei lavoratori vale più di qualsiasi obiettivo produttivo o commerciale, e la sicurezza sul lavoro non può e non deve essere oggetto di trattative”.
Oltre a offrire pieno sostegno alla famiglia della vittima, il sindacato ha rivolto un appello diretto ai vertici societari per un gesto di responsabilità e deferenza. “Chiediamo all’azienda di fermare immediatamente tutti gli impianti per rispetto della memoria di Ciro e della sua famiglia”, hanno dichiarato Gilberti e Giordano, sottolineando la necessità di un segnale tangibile di stop dinanzi all’ennesima vita spezzata in nome del lavoro.

