Questa mattina, le aule di Caggiano si sono trasformate in un laboratorio di solidarietà e memoria. Un’iniziativa speciale ha saputo unire simbolicamente culture, esperienze e generazioni diverse, mettendo al centro un unico, potente messaggio: la pace.
L’incontro, promosso dalla GOPI Protezione Civile ODV con il patrocinio del Comune, è nato nell’ambito del progetto SAI. I veri protagonisti sono stati gli ospiti del centro di accoglienza “Padre Serafino Carucci”, che hanno compiuto un gesto carico di significato: donare a ogni alunno — dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado — una pianta bonsai di ulivo.
Un simbolo universale di rinascita
L’ulivo, da sempre emblema di pace e speranza, ha assunto oggi un valore ancora più profondo. A consegnarlo sono state persone che hanno vissuto sulla propria pelle il dramma della guerra, della carestia e di viaggi estenuanti.
Particolarmente toccante la partecipazione degli ospiti provenienti dall’Ucraina, testimoni diretti di un conflitto che ferisce l’Europa. La loro scelta di affidare proprio ai più giovani un messaggio di fiducia rappresenta una testimonianza concreta di resilienza e umanità.
Educare alla solidarietà in vista della Pasqua
L’evento si è svolto nella settimana che precede la Pasqua, arricchendosi di un forte valore spirituale. Non è stata solo una distribuzione di piante, ma un momento educativo volto a trasmettere alle nuove generazioni i valori dell’accoglienza e della cultura dell’integrazione.
I ringraziamenti della comunità
Il successo dell’iniziativa è stato reso possibile grazie alla sinergia tra le istituzioni e il territorio:
- Prof.ssa Lina Taglianetti: Dirigente scolastica, ringraziata per la profonda sensibilità.
- Personale scolastico: Per la disponibilità e la collaborazione operativa.
- Cittadini di Caggiano: Per il loro impegno quotidiano nel rendere il paese una comunità aperta e capace di costruire ponti.
Ancora una volta, Caggiano si conferma un esempio di integrazione, dimostrando che i gesti più semplici e autentici sono la base fondamentale per costruire un futuro di pace.

