Crisi ittica in Campania: Unci AgroAlimentare smentisce l’allarme e chiede aiuti alla Regione

Scritto il 01/04/2026
da Redazione Infocilento

Le vendite di cozze e vongole crollano in Campania per timori infondati. Unci AgroAlimentare rassicura: "Consumo sicuro con prodotti tracciati e cotti"

Il comparto della pesca e dell’acquacoltura in Campania sta attraversando una crisi profonda, innescata da un clima di immotivato allarmismo. L’Unci AgroAlimentare, associazione di riferimento del mondo cooperativistico, ha confermato un drastico crollo nelle vendite di cozze, vongole e prodotti ittici in genere, estendendo la preoccupazione anche al settore ortofrutticolo. Tale fenomeno è riconducibile a timori infondati che stanno condizionando le abitudini d’acquisto dei cittadini, nonostante le rassicurazioni sulla sicurezza della filiera.

Sicurezza alimentare e importanza della tracciabilità

È fondamentale ribadire che la commercializzazione di questi prodotti non solo è pienamente consentita, ma il loro consumo risulta sicuro purché si rispettino le basilari norme igieniche. Le autorità sottolineano la necessità di approvvigionarsi esclusivamente presso rivendite autorizzate, prediligendo prodotti dotati di regolare etichettatura e tracciabilità.

Per quanto concerne i frutti di mare, la raccomandazione principale resta il consumo previa cottura. Gli impianti di produzione e i punti vendita certificati garantiscono oggi standard elevatissimi, osservando rigorosamente le norme igieniche atte a scongiurare qualsiasi rischio di diffusione dell’epatite A. Non sussiste, dunque, alcun motivo concreto per escludere dalla dieta i prodotti ittici italiani, eccellenze sottoposte a costanti e severi controlli di qualità.

La tutela delle tradizioni e i benefici per la salute

La crisi in atto rischia di colpire anche il patrimonio immateriale della regione. La tradizione gastronomica campana, che vede nel pesce e nei frutti di mare i protagonisti di piatti iconici come la zuppa del Giovedì Santo, deve essere preservata. Al di là del valore culturale, le autorità sanitarie e le linee guida nutrizionistiche concordano nel definire l’alimentazione a base di prodotti ittici come estremamente salutare. Il timore, alimentato da una comunicazione iniziale imprecisa, sta penalizzando ingiustamente un settore che rappresenta un pilastro dell’economia locale.

L’appello alle istituzioni e la richiesta di sostegni mirati

Di fronte a uno scenario che vede le imprese della pesca e dell’acquacoltura messe in ginocchio, l’Unci AgroAlimentare ha rivolto un appello diretto alla Regione Campania. L’associazione sollecita interventi urgenti e misure specifiche per tutelare i lavoratori del comparto, già provati da altre criticità sistemiche.

Il presidente nazionale dell’Unci AgroAlimentare, Gennaro Scognamiglio, ha delineato chiaramente le priorità:

“Auspichiamo che il presidente della giunta regionale, Roberto Fico e l’assessore al ramo, Fiorella Zabatta, insieme al responsabile delle Attività produttive, Fulvio Bonavitacola, supportino in una fase critica e delicata come quella attuale gli operatori colpiti, non solo dall’allarme epatite, ma anche dal caro gasolio che sta mettendo in ginocchio il settore. Non servono soltanto aiuti finanziari, come indicato anche nella Conferenza Stato-Regioni, ma anche campagne di informazione ed educazione alimentare”.

Oltre al sostegno economico, l’associazione punta dunque sulla trasparenza informativa come strumento essenziale per ripristinare la fiducia dei consumatori e rilanciare un settore d’eccellenza del territorio.