“Scempio ambientale” a Castelnuovo Cilento: La Via Silente taglia fuori il borgo dopo l’abbattimento delle querce secolari

Scritto il 09/04/2026
da Ernesto Rocco

Simona Ridolfi annuncia l'esclusione di Castelnuovo Cilento dalle tappe della Via Silente. Abbattute querce secolari: "Uno scempio inaudito contro l'ambiente"

Simona Ridolfi, ideatrice e presidente dell’associazione La Via Silente, ha annunciato una decisione drastica: l’esclusione del borgo di Castelnuovo Cilento dalle tappe consigliate del celebre cammino cicloturistico. La scelta nasce come forma di protesta e tutela ambientale a seguito dell’abbattimento di numerose querce secolari lungo la strada che collega Vallo Scalo al centro storico.

Cronaca di un disastro ambientale

L’intervento, scaturito da una segnalazione del personale provinciale, era inizialmente finalizzato alla messa in sicurezza della viabilità. Tuttavia, secondo quanto denunciato dalla Ridolfi, le operazioni sarebbero degenerate rapidamente in quello che viene definito uno “scempio inaudito”. I lavori, affidati dal Comune a una ditta esterna a costo zero — con il presunto trattenimento del legname come compenso — avrebbero superato i limiti della semplice manutenzione.

Oltre alle potature strettamente necessarie, l’ascia ha colpito esemplari secolari in perfetto stato di salute, alberi che non costituivano alcun pericolo per il transito veicolare ma che rappresentavano un elemento identitario fondamentale per il paesaggio e per l’accoglienza dei cicloviaggiatori.

La durissima presa di posizione di Simona Ridolfi

La reazione della presidente dell’associazione non si è fatta attendere. Con profonda amarezza, la Ridolfi ha sottolineato come la bellezza di quella strada alberata fosse stata, dodici anni fa, la ragione principale per cui Castelnuovo Cilento era stato posto al centro del progetto della Via Silente.

“Mai avrei voluto scrivere queste parole. Tuttavia, l’associazione che presiedo, La Via Silente, è nata innanzitutto con l’obiettivo di difendere l’ambiente, promuovendo un modello di mobilità sostenibile. Dodici anni fa, decisi di inserire Castelnuovo Cilento al centro di questa realtà — oggi tra le più note in Italia — per la sua posizione panoramica, la sua bellezza e, soprattutto, per quella meravigliosa strada alberata che da Vallo Scalo conduce al borgo, offrendo ombra e respiro al cicloviaggiatore.”

La decisione di spostare la partenza e l’arrivo del percorso a Velina, frazione dello stesso comune, è una scelta di coerenza etica. Per la Via Silente, promuovere un territorio che non tutela il proprio patrimonio arboreo risulterebbe un controsenso rispetto ai valori di profonda sensibilità ambientale che caratterizzano chi viaggia in bicicletta.

Appello alle autorità e richiesta di chiarezza

L’episodio apre ora un dibattito sulla gestione del verde pubblico e sulle responsabilità amministrative. La Ridolfi punta il dito direttamente contro la gestione dell’intervento, chiedendo risposte concrete alle istituzioni locali e, in particolare, all’assessore all’ambiente Luca De Feo.

“Si tratta di uno scempio inaudito, autorizzato dall’amministrazione senza alcun rispetto per quel patrimonio ambientale che era il nostro vanto. Chiedo, infine, chiamando in causa l’assessore all’ambiente Luca De Feo, che si faccia chiarezza e che venga individuato il responsabile di questa inutile violenza contro il nostro territorio.”

L’integrità di un progetto nazionale come quello della Via Silente si fonda sul rispetto reciproco tra uomo e natura; un equilibrio che, a Castelnuovo Cilento, sembra essere stato irrimediabilmente compromesso.