L’Abito Nuziale di Polla e il mistero del velo rosso: un tesoro tra storia e mito

Scritto il 10/04/2026
da Redazione Infocilento

Scopri la ricostruzione dell'Antico Abito Nuziale Pollese: un capolavoro di storia e sartoria con un rarissimo velo rosso ispirato alla tradizione greco-romana

Il patrimonio identitario di Polla si arricchisce di un tassello straordinario che unisce storia, filologia e alta sartoria. Grazie a un meticoloso lavoro di ricerca, è stato fedelmente ricostruito l’Antico Abito Nuziale Pollese, un manufatto di eccezionale valore che riporta alla luce tradizioni secolari. Il progetto, fortemente voluto dall’Amministrazione comunale e curato dal delegato alla Cultura Giovanni Corleto, è stato realizzato sotto la direzione scientifica del professore Antonio Tortorella e del Direttore del Museo Maurizio D’Amico. L’iniziativa ha beneficiato del riconoscimento economico del Ministero della Cultura, ai sensi della Legge 160/2019, permettendo la rinascita di un capo unico nel panorama nazionale.

Un’opera di alta sartoria tra storia e mito

La creazione dell’abito è il risultato di una sinergia tra rigore storico e maestria artigianale. La realizzazione è stata affidata alla maestra sarta Donata Calps, che ha operato sotto la costante supervisione del prof. Tortorella, eseguendo ogni cucitura interamente a mano secondo tecniche ormai desuete. L’utilizzo di materiali di pregio e il recupero di procedimenti sartoriali rari hanno garantito la massima fedeltà filologica. Per preservare la memoria di questa tradizione, durante la recente Residenza artistica dell’Accademia di Belle Arti di Roma presso Palazzo Albirosa, è stata documentata integralmente la complessa procedura di vestitura, indossata per l’occasione dalla modella Emanuela Metitieri.

Il velo rosso: un legame indissolubile con l’antichità

L’elemento più sorprendente e distintivo dell’abito pollese è senza dubbio il magnifico velo rosso che cingeva il capo della sposa. Si tratta di un particolare iconografico che richiama direttamente le spose greche e romane e le principesse bizantine. Questa caratteristica rappresenta un unicum: in Italia, nemmeno nelle ricche tradizioni sarde, è documentato un velo integralmente rosso, rendendo l’abito di Polla un simbolo identitario senza eguali. Il costume si completa con la musaledda, un lungo grembiule in seta cangiante, e una gonna blu impreziosita da un fregio dorato sulla cintura, possibile richiamo al nodus herculeus delle antiche matrone romane. Anche i dettagli più minuti, come i rari bottoni in filigrana denominati cambaniéddi, sono stati rintracciati presso una storica manifattura di Codogno per rispettare l’originalità del manufatto.

Il Museo Civico Insteia come centro di produzione culturale

La ricostruzione dell’abito nuziale si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione del Museo Civico Insteia, situato presso la Chiesa di Santa Maria la Scala. Negli ultimi anni, l’Ufficio Cultura e Sport, con il supporto amministrativo della funzionaria Pasqualina Salluzzi, ha implementato una serie di interventi strutturali e digitali: dal rifacimento delle teche espositive alla digitalizzazione della collezione, fino alla creazione di nuovi strumenti di divulgazione multimediale. Il Museo si conferma così un organismo dinamico, capace di integrare la conservazione del passato con le tecnologie del futuro.

Le voci dei protagonisti: ricerca e innovazione

L’importanza dell’operazione è sottolineata dalle parole dei referenti istituzionali che hanno guidato il percorso di recupero.

L’avvocato Giovanni Corleto, Delegato alla Cultura, dichiara: «Uno straordinario lavoro di squadra, i cui frutti saranno presto presentati alla comunità: dal nuovo allestimento museale all’installazione sonora del maestro Sergio Sorrentino, dal nuovo sito web a molte altre iniziative. Gli interventi avviati mirano a rendere il Museo un luogo sempre più dinamico, capace di dialogare con pubblici diversi e di proporre esperienze culturali innovative. Il nostro obiettivo è consolidarne il ruolo come punto di riferimento per la conservazione, la ricerca e la produzione culturale, valorizzando l’identità pollese e creando opportunità di crescita per i giovani artisti».

Il Dottor Maurizio D’Amico, Direttore del Museo, aggiunge: «Ho posto al centro del mio lavoro la promozione e la valorizzazione del patrimonio esistente, convinto che un museo debba essere un organismo vivo, capace di generare conoscenza e partecipazione. In questa visione si inserisce anche l’adesione, nel 2024, al progetto TRAME del PNRR CHANGES – Cultural Heritage Active Innovation for Next-Gen Sustainable Society, nella linea d’azione Fashion Cultural Heritage. Memorie, musei, esperienze. Il percorso, coordinato dal Dipartimento SARAS dell’Università La Sapienza di Roma, ha consentito di far conoscere la nostra collezione a livello nazionale, contribuendo alla prima mappatura sistematica del patrimonio italiano legato alle antiche vestiture e alla moda».