Come annunciato da InfoCilento (leggi qui), il servizio amministrativo presso il SAUT di Santa Maria di Castellabate è stato sospeso a tempo indeterminato, lasciando i cittadini privi di un presidio importante.
Disagi per le fasce deboli e lo spettro dell’abbandono
La sospensione delle attività amministrative si traduce in ostacoli concreti per la popolazione, in particolare per i soggetti più fragili e gli anziani. Operazioni di routine come la scelta del medico di base o il rilascio delle esenzioni ticket richiederanno ora spostamenti e disagi, allontanando ulteriormente i servizi essenziali dal cuore del territorio.
I consiglieri di minoranza, Domenico Di Luccia e Catina Tortora, hanno sollevato il caso con toni duri, evidenziando il contrasto tra le aspettative della cittadinanza e la realtà dei fatti: “Nonostante le promesse e le richieste di trasformazione del SAUT in PSAUT (febbraio 2022), la nostra comunità è stata ignorata e lasciata senza servizi sanitari essenziali”.
Il confronto con il territorio e l’esclusione dai piani di investimento
A pesare sul dibattito è anche il confronto con le realtà limitrofe e la gestione dei fondi per le strutture di prossimità. Mentre i comuni vicini procedono verso il potenziamento dell’offerta sanitaria, Castellabate sembra restare ai margini della programmazione regionale e aziendale, tuonano dalla minoranza.
“Mentre il vicino comune di Pollica, molto più piccolo di noi, sta realizzando un nuovo ospedale di comunità, noi siamo stati esclusi dal piano degli investimenti per le strutture di prossimità territoriale” denunciano i consiglieri, richiamando l’attenzione anche sulla gestione del patrimonio immobiliare: “E i locali dati in comodato d’uso gratuito dall’ASL per 30 anni, destinati ad ampliare i servizi sanitari per la nostra comunità? Sono stati forse dimenticati?”.
Interrogazione consiliare: la richiesta di un intervento urgente
La risposta alla crisi non può limitarsi all’implementazione di soluzioni tecnologiche a distanza. Secondo i rappresentanti dell’opposizione, “Un ambulatorio di telemedicina non può essere la risposta alle nostre esigenze di salute”.
Per queste ragioni, è stata depositata un’interrogazione consiliare mirata a stimolare una discussione concreta e risolutiva. Parallelamente, è stata inviata una nota formale al Direttore Sanitario dell’ASL per chiedere il ripristino immediato del servizio amministrativo a Santa Maria. L’appello finale è rivolto direttamente al primo cittadino: “Chiediamo al Sindaco di Castellabate di svegliarsi e di intervenire urgentemente per sostenere la nostra richiesta e chiedere giustizia per la nostra comunità”.

