Capaccio Paestum si schiera con Coldiretti: “Stop al finto Made in Italy”

Scritto il 11/04/2026
da Alessandra Pazzanese

Il Comune di Capaccio Paestum aderisce alla campagna Coldiretti-ANCI per modificare il Codice Doganale UE e tutelare l'origine delle materie prime agricole

Il Comune di Capaccio Paestum scende in campo a difesa delle eccellenze agroalimentari del territorio. L’amministrazione guidata dal Sindaco Gaetano Paolino ha approvato un atto di indirizzo politico-amministrativo per sostenere la mobilitazione promossa da Coldiretti e ANCI. L’obiettivo è ambizioso e concreto: ottenere la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari, modificando l’attuale normativa europea.

La sfida al Codice Doganale dell’Unione

Al centro della contesa vi è l’articolo 60 del Regolamento (UE) n. 952/2013. Secondo le norme vigenti, un prodotto è considerato originario del Paese in cui ha subito l’“ultima trasformazione sostanziale”. Questo criterio, come sottolineato nel documento comunale, permette a cibi realizzati con materie prime straniere di essere etichettati e venduti come italiani.

La delibera evidenzia come tale meccanismo generi confusione nei consumatori e penalizzi i produttori virtuosi. A titolo esemplificativo, l’attuale normativa consente che la mozzarella prodotta con latte o cagliata estera, la passata di pomodoro da concentrato d’importazione o la pasta da grano straniero possano fregiarsi del marchio Made in Italy.

Il peso economico dell’Italian Sounding

L’iniziativa del Comune di Capaccio Paestum non è solo una scelta d’identità, ma una necessità economica. Il fenomeno del cosiddetto “Italian sounding” — l’uso improprio di nomi, immagini e marchi che richiamano l’Italia per prodotti non autentici — provoca un danno stimato di oltre 120 miliardi di euro annui al sistema nazionale.

Per un territorio come quello di Capaccio Paestum, dove la Mozzarella di Bufala Campana DOP e la filiera ortofrutticola rappresentano pilastri dell’economia locale, la trasparenza diventa un asset strategico. La tutela dell’origine serve a proteggere il reddito di agricoltori e allevatori, garantendo al contempo una corretta informazione ai cittadini e rafforzando l’attrattività turistica legata all’enogastronomia.

Un fronte comune per la trasparenza

Capaccio Paestum si unisce a una lunga lista di enti locali — tra cui Asti, Latina e numerosi comuni di Lombardia e Veneto — che hanno già aderito alla campagna. Anche l’ANCI ha portato l’istanza presso il Comitato Europeo delle Regioni, che nel marzo 2026 ha espresso parere favorevole alla revisione delle norme.

L’atto approvato impegna formalmente il Sindaco ad attivarsi nelle sedi istituzionali per chiedere che:

“i prodotti agricoli e alimentari siano esclusi dall’applicazione del criterio della ‘ultima trasformazione sostanziale’ previsto dall’art. 60 del CDU e che sia stabilito il luogo di origine delle materie prime come criterio determinante per l’attribuzione dell’origine dei prodotti agroalimentari”.

La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile, a conferma dell’urgenza di tutelare un patrimonio che è, prima di tutto, culturale e identitario.