Sicurezza e fragilità al Ruggi di Salerno: sgomberate le aree tecniche, scattano nuovi protocolli

Scritto il 12/04/2026
da Redazione Infocilento

La Direzione del Ruggi di Salerno interviene dopo la segnalazione di senzatetto nel presidio. Sanificazioni, nuove serrature e accordi con i servizi sociali.

L’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno ha risposto con prontezza alle segnalazioni relative alla presenza di persone senza fissa dimora all’interno della struttura. La Direzione Generale, coadiuvata dalla Direzione Medica di Presidio e dall’Ufficio Tecnico, ha condotto un ispezione immediata che ha permesso di individuare tre persone accampate in aree non destinate al pubblico.

Nello specifico, il sopralluogo ha accertato la presenza di due persone presso il settimo piano dei Corpi C-D e di una terza al terzo piano del Corpo H-L-K. In entrambi i casi, gli spazi occupati erano pianerottoli di accesso ad aree tecniche, locali strettamente riservati al personale addetto alla manutenzione degli impianti meccanici e delle centrali tecnologiche per il trattamento dell’aria.

Misure di sicurezza e ripristino del decoro

A seguito del riscontro, i vertici del nosocomio salernitano hanno predisposto interventi strutturali e logistici per prevenire nuove intrusioni. È stata disposta la limitazione della fermata dell’ascensore al settimo piano dei Corpi C-D per interdire il passaggio e sono state prontamente sostituite le serrature delle aree tecniche coinvolte. Parallelamente, è stata effettuata una profonda attività di sanificazione degli ambienti per ripristinare le condizioni igienico-sanitarie originarie.

L’Azienda ha inoltre avviato un’indagine interna volta a mappare tutti gli accessi del presidio ospedaliero e a verificare eventuali responsabilità. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare le condizioni di sicurezza attraverso una ricognizione capillare che impedisca l’utilizzo improprio di spazi sensibili.

Collaborazione istituzionale per la gestione delle marginalità

L’intervento non si è limitato alla sola messa in sicurezza degli ambienti, ma ha previsto un coordinamento con la Prefettura, il Comune e i servizi sociali territoriali. Questa sinergia ha permesso di gestire la situazione con un approccio integrato: due delle persone individuate sono state indirizzate verso le strutture di accoglienza della Caritas, mentre la terza è stata presa in carico dalle forze dell’ordine.

La Direzione Generale ha sottolineato la necessità di definire protocolli condivisi con gli enti territoriali per la gestione di casi di fragilità sociale estrema, affinché la sicurezza ospedaliera e la dignità umana procedano di pari passo.

La posizione della Direzione Generale

Il vertice dell’Azienda ha ribadito il massimo impegno nel tutelare l’integrità del presidio e di chi lo frequenta quotidianamente. In una nota ufficiale, la Direzione ha chiarito la propria linea d’azione:

“L’Azienda è impegnata a garantire standard elevati di sicurezza per pazienti, operatori e cittadini. Eventuali criticità vengono e verranno sempre affrontate con tempestività, responsabilità e attenzione anche agli aspetti sociali, nel rispetto della dignità delle persone”.