Circa 500 pellegrini, provenienti da diverse parrocchie della Diocesi di Vallo della Lucania, si sono messi in cammino per il pellegrinaggio diocesano che quest’anno si è svolto a Napoli, presso il Duomo di San Gennaro. Accompagnati dalle spiegazioni di Mons. Vincenzo De Gregorio, abate prelato della Real Cappella del Tesoro di San Gennaro, i partecipanti hanno potuto ripercorrere la storia del santo patrono di Napoli, dalle origini fino ai giorni nostri.
L’omelia del Vescovo Calvosa: “Restiamo uniti nella barca della Chiesa”
Momento centrale del pellegrinaggio è stata la Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Vallo della Lucania, S.E. Mons. Vincenzo Calvosa. Durante l’omelia, commentando il brano evangelico della tempesta sedata, il Vescovo ha ricordato come la Parola di Dio ci aiuti a crescere nella fede:
«Sapendo che è il Signore ad essere al timone della nostra vita, della nostra nave, della nostra Chiesa, delle nostre comunità. Perciò non dobbiamo avere paura del mare agitato e della notte. Non fuggiamo dalla barca che è la Chiesa, che sono le nostre comunità parrocchiali. Anche se a volte può sembrare che faccia acqua da tutte le parti, cerchiamo di restare insieme. Mettiamoci in ascolto della Parola di Dio, permettiamo al Signore Gesù di salire a bordo della nostra vita, perché dove c’è Gesù risorto c’è la roccia, c’è il porto, c’è la salvezza».
La bellezza della comunione contro l’individualismo
Questo pellegrinaggio rappresenta un segno del cammino che, come Chiesa diocesana, siamo chiamati a compiere quotidianamente. Mons. Calvosa ha sottolineato l’importanza di essere un “popolo in cammino” che non lascia indietro nessuno, seguendo l’insegnamento di Papa Francesco. In un mondo ripiegato sull’individualismo, mostrare la bellezza della vita in comunione diventa un segno capace di richiamare le persone al senso autentico del cristianesimo.
Il saluto del Cardinale Battaglia e l’augurio di una “Pasqua inquieta”
Al termine della celebrazione, il Cardinale di Napoli, S.Em. Mons. Domenico Battaglia, ha raggiunto i fedeli giunti dal Cilento per un momento di saluto. Essendo ancora nel tempo pasquale, il Cardinale ha rivolto a tutti l’augurio di una Pasqua “inquieta”, capace di far avvertire il disagio di fronte a ogni ingiustizia:
«Perché soltanto questa inquietudine permette di incamminarci verso una pace disarmata e disarmante. La Pasqua è la rivoluzione dello sguardo: è saper guardare oltre la tomba, l’ingiustizia e il male. Nulla è impossibile all’amore».
La rivoluzione della tenerezza e la Chiesa “di strada”
Mons. Battaglia ha poi invitato i presenti a vivere la “rivoluzione della tenerezza”, uno sguardo che rimette in piedi anche di fronte alle cadute e alle lacrime. Citando l’esempio dei poveri, capaci di insegnare l’essenziale, il Cardinale ha esortato la comunità a essere una Chiesa missionaria:
«Essere una Chiesa che non disdegna la strada, che non ha paura di abitarla. Perché è sulla strada che incrociamo gli sguardi della gente e incontriamo la speranza».
Un annuncio speciale: l’offerta dell’olio a San Gennaro
Il pellegrinaggio si è concluso con un annuncio di grande rilievo per la comunità cilentana: il prossimo 18 settembre, la Diocesi di Vallo della Lucania è stata ufficialmente invitata a offrire l’olio per la lampada votiva di San Gennaro, consolidando il legame spirituale tra le due terre.

