Mico Argirò pubblica “Antologia d’amore”: un viaggio monumentale tra sentimenti e sperimentazione

Scritto il 01/05/2026
da Redazione Infocilento

Mico Argirò torna con "Antologia d'amore", un album eclettico che esplora ogni sfumatura del sentimento umano. Scopri il nuovo progetto tra sound ibridi e un packaging da collezione unico

In uscita per l’etichetta Tippin’ Factory e distribuito da Lightsound, “Antologia d’amore” è il nuovo album del cantautore Mico Argirò. Anticipato dai tre singoli “Mina e Celentano”, “Lezioni di tenebra” e “Istruzioni per uccidere il primo amore”, il disco è, come suggerisce il titolo, un’opera che affronta in maniera matura e articolata le varie sfaccettature di un sentimento tanto decantato, cercandone le sfumature più disparate.

«È un album che racchiude tanti lati dell’amore; è un tentativo di descrivere questo sentimento, anche se è impossibile farlo davvero nella sua totalità», spiega l’artista. «Parte tutto da qualche mia storia personale o a me vicina. C’è un enorme coefficiente di realtà».

La produzione artistica e le collaborazioni

Registrato da Ivan Malzone presso La Saletta, “Antologia d’amore” è interamente scritto e registrato dallo stesso Mico (impegnato fra chitarre, basso, tastiere e voce) e da Biagio Francia (percussioni, batteria, sintetizzatori e theremin). Il lavoro si avvale inoltre della collaborazione di Luciano Tarullo e Menade ai cori, e di Luca La Duca alla chitarra elettrica nel brano “Mina e Celentano”.

Un processo creativo lungo e meditato: «Ci sono voluti anni per scrivere tutti questi pezzi, viverli prima, arrangiarli e produrli poi. Nei vecchi album ho pubblicato poco su questo tema perché avevo già in mente questa “Antologia” e volevo prendermi il giusto tempo».

Un sound eclettico tra generi e contaminazioni

Il disco si compone di dodici canzoni molto diverse tra loro, ma unite da una profonda coerenza narrativa. Si passa dall’amore felice all’assenza, dal legame familiare alle relazioni tossiche, fino a toccare il sesso e la preghiera.

Terzo capitolo discografico dopo “Vorrei che morissi d’arte” (2016) e “Irriverentə” (2022), quest’opera prosegue il percorso di contaminazione già intrapreso da Argirò. Il sound spazia con disinvoltura tra pop, rock, elettronica, folk, samba, psichedelia, soul, rap e world music.

«La coerenza di fondo risiede nei suoni che seguono la linea tracciata con Biagio Francia durante i nostri live, dove da anni mescoliamo elettronica e acustica», aggiunge il cantautore.

Packaging d’autore: una scatola d’anello per un album gioiello

Mico Argirò definisce questo lavoro un album “come non si fanno più”, definendolo monumentale per numero di tracce e cura dei dettagli. Anche il supporto fisico riflette questa ricercatezza: la versione fisica dell’album è contenuta in una scatola da anello, con all’interno le canzoni e alcune sorprese, tra cui una vera lettera d’amore scritta a mano.

Questa scelta prosegue la linea provocatoria e artistica già vista nel 2022, quando “Irriverentə” fu stampato esclusivamente su preservativi. L’obiettivo è offrire un oggetto da collezione che garantisca un canale diretto e un’area contenuti più ricca rispetto alle piattaforme digitali standard.

L’estetica del progetto è completata dalla copertina di Lorenzo Martino – Valdemone, dai videoclip e dalle foto di Raffaele Papa e dal booklet curato da Pia Argirò.