La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Vallo della Lucania ha disposto la citazione diretta a giudizio per un commercialista cilentano. L’uomo è accusato di aver orchestrato una complessa serie di truffe ai danni di diversi imprenditori locali e stranieri, prospettando loro la possibilità di accedere a ingenti finanziamenti a fondo perduto che si sarebbero poi rivelati inesistenti.
Il meccanismo del raggiro: fideiussioni e conti esteri
Secondo l’impianto accusatorio, il professionista agiva in concorso con soggetti allo stato ignoti, presentandosi come intermediario di una società con sede a Sofia. Il modus operandi sarebbe stato consolidato: l’uomo pare che avrebbe convinto le vittime della fattibilità di operazioni finanziarie milionarie, sostenendo che per sbloccare i fondi fosse necessaria l’attivazione di fideiussioni garantite da soggetti da lui stesso indicati.
Gli imprenditori, indotti in errore, effettuavano numerosi bonifici su conti correnti italiani ed esteri (in particolare in Lituania, Bulgaria e Belgio) intestati a società o a singoli privati. In un caso specifico, a un legale rappresentante di una azienda sarebbe stato promesso un finanziamento di ben 1,4 milioni di euro, portandolo a versare oltre 34.000 euro per spese di istruttoria mai finalizzate.
Una scia di vittime tra il Cilento e l’Europa
Le indagini, condotte dalla Guardia di Finanza di Vallo della Lucania e Sapri, avrebbero fatto emergere una platea di persone offese che comprende titolari di aziende agricole, società di costruzioni, strutture alberghiere e ditte individuali tra Centola, Pisciotta, Camerota e persino una società con sede legale in Francia.
I reati contestati riguardano la truffa aggravata (articoli 81, 110 e 640 del Codice Penale), con le aggravanti di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità e di aver commesso il fatto con abuso di prestazione d’opera. Complessivamente, i profitti illeciti contestati ammontano a centinaia di migliaia di euro, sottratti a imprenditori che speravano di rilanciare le proprie attività attraverso i contributi pubblici.
L’udienza davanti al Tribunale di Vallo della Lucania
Il procedimento, che ha visto anche l’attivazione di un ordine europeo di indagine verso le autorità della Lituania per tracciare i flussi finanziari, è giunto a una fase cruciale. Nonostante l’interrogatorio a cui l’imputato è stato sottoposto nel marzo 2026, la Procura ha ritenuto gli elementi di prova sufficienti per il processo.
Il Giudice designato, Pellegrino, ha fissato l’udienza di comparizione predibattimentale per il giorno 6 ottobre 2026 presso il Palazzo di Giustizia di Vallo della Lucania. In quella sede, le persone offese potranno costituirsi parte civile per richiedere il risarcimento dei danni subiti.

