Una questione silenziosa ma concreta, che tocca la vita quotidiana di molti fedeli: l’accesso alla Comunione per le persone affette da celiachia. A sollevarla con una lettera formale indirizzata alla Curia della Diocesi di Teggiano-Policastro è stata Sonia Marsicano di Sala Consilina, che ha voluto accendere i riflettori su una difficoltà spesso sottovalutata nelle comunità parrocchiali presenti nei comuni della Diocesi.
Ostacoli burocratici e imbarazzo in parrocchia
Nella lettera si evidenzia come, nella maggior parte delle parrocchie, la possibilità di ricevere l’Eucaristia con ostie a bassissimo contenuto di glutine sia ancora legata a richieste preventive e a iniziative personali, che non sempre risultano semplici o prive di imbarazzo.
«Mi capita, e immagino capiti ad altre persone che si trovano nella mia condizione – spiega Sonia Marsicano – di non riuscire sempre ad arrivare in tempo o di sentirmi a disagio nel dover disturbare per poter ricevere la Comunione».
Oltre la comunione spirituale: il diritto alla partecipazione
Una situazione che, secondo l’autrice della lettera, rischia di limitare la piena partecipazione alla vita liturgica. «La comunione spirituale è certamente un’alternativa – sottolinea – ma deve restare una scelta personale, non una necessità imposta dalle circostanze».
Da qui la proposta di adottare, a livello diocesano, una prassi più uniforme e inclusiva: disponibilità stabile di ostie idonee per celiaci, formazione specifica per sacerdoti e ministri, attenzione alle contaminazioni e modalità chiare e visibili per accedere alla Comunione senza dover ogni volta avanzare richieste individuali.
Il segnale di accoglienza verso la comunità
«Sono certa – aggiunge Marsicano – che una maggiore attenzione a questo tema rappresenterebbe un importante segno di accoglienza e sensibilità verso tutti i fedeli». Alla segnalazione è arrivata la risposta dell’Ufficio Liturgico Diocesano, per conto del vescovo Antonio De Luca.
Nella comunicazione, firmata da don Romolo Barbarulo, si ribadisce come la Chiesa riconosca l’importanza dell’Eucaristia quale «fonte e culmine di tutta la vita cristiana» e come siano già previste, dalle normative ecclesiastiche, ostie a basso contenuto di glutine per i fedeli celiaci.
La sensibilizzazione dei parroci e il discernimento pastorale
L’Ufficio ha inoltre fatto sapere di aver «nuovamente sensibilizzato i Reverendi Parroci della Diocesi», richiamando la necessità di una maggiore attenzione pastorale, sia nella predisposizione delle ostie conformi sia nell’adozione di accorgimenti utili a evitare contaminazioni durante la distribuzione della Comunione.
Resta tuttavia affidata ai singoli parroci e alle comunità parrocchiali la gestione concreta delle modalità, attraverso quello che viene definito «necessario discernimento pastorale». Un primo passo importante, dunque, che apre però a una riflessione più ampia: quella su una Chiesa sempre più attenta alle esigenze reali dei fedeli, capace di trasformare anche i piccoli gesti in segni concreti di inclusione.

