“Ormai non è più solo una questione di buche o di ordinaria manutenzione: il problema delle strade cittadine è diventato il simbolo di un territorio lasciato senza controllo e senza rispetto, emblema di una Amministrazione allo sbando”. Con queste parole Carmine Busillo, coordinatore di Casa Riformista, accompagna una nota e un video-denuncia per accendere i riflettori sullo stato della viabilità urbana.
Scavi elettrici e ripristini fantasma
“Da mesi si susseguono scavi per lavori elettrici che incidono pesantemente sull’asfalto, lasciando dietro di sé tratti dissestati, tagli longitudinali e ripristini approssimativi, quando non del tutto assenti”, spiega Busillo. Secondo il coordinatore, interventi nati per migliorare i servizi pubblici si stanno trasformando in un danno per la collettività, compromettendo seriamente la qualità della viabilità cittadina.
Il pericolo per le due ruote e la sicurezza pubblica
Per Busillo, il dato più allarmante riguarda il post-cantiere: “Strade lasciate aperte, rattoppi provvisori che diventano definitivi, assenza di interventi di ripristino a regola d’arte per settimane, se non mesi”. Questa situazione espone a rischi concreti la pubblica incolumità, in particolare quella di motociclisti e ciclisti. I tagli longitudinali sull’asfalto rappresentano insidie letali: “Basta un attimo perché una ruota si incastri, con conseguenze potenzialmente gravi”.
Mezzi pesanti e degrado del manto stradale
Al quadro già critico si aggiunge il continuo passaggio di mezzi pesanti che, in assenza di adeguate misure di pulizia e controllo, deteriorano ulteriormente il manto stradale lasciando detriti e sporcizia lungo le carreggiate. “Emerge con evidenza una responsabilità precisa”, incalza il coordinatore, “quella di un’amministrazione che non esercita il necessario controllo e non impone alle aziende esecutrici il rispetto delle regole e il ripristino immediato delle condizioni di sicurezza”.
L’appello: “Gestione carente, serve un cambio di passo”
Non si tratterebbe, dunque, di un’emergenza isolata, ma di una gestione carente prolungata che alimenta un senso di abbandono. “Eboli non può essere trattata in questo modo. Una città non si lascia con strade ferite e pericolose per mesi: la città si governa, si controlla e si tutela”. Busillo conclude con un ultimatum politico: “Serve un cambio di passo immediato. Chi non riesce, si faccia da parte”.

