Castellabate, allarme per l’Ufficio Postale di San Marco: nuovo appello per la riapertura

Scritto il 04/05/2026
da Redazione Infocilento

L'ex consigliere Alessandro Lo Schiavo lancia l'allarme sulla possibile chiusura dello sportello postale di San Marco di Castellabate. Ecco le ragioni del rischio e le proposte per salvare un servizio essenziale per la comunità

Il futuro del presidio postale di San Marco di Castellabate è a un bivio. Attraverso una lettera formale indirizzata ai vertici di Poste Italiane, alla Direzione Territoriale Sud e alle autorità locali, l’ex amministratore comunale Alessandro Lo Schiavo ha sollevato una questione che sta generando polemiche e preoccupazione: il rischio concreto di una chiusura definitiva dello sportello.

Le ragioni della crisi: un nodo contrattuale

Alla base della possibile dismissione del servizio non vi sarebbero ragioni di scarsa produttività, bensì criticità legate all’immobile che ospita l’ufficio. Emergono infatti necessità di interventi di messa in sicurezza e, soprattutto, il mancato assenso della proprietà al rinnovo, con il conseguente rischio di rescissione del contratto di locazione.

“Un cavillo contrattuale non può determinare l’interruzione di un servizio essenziale per un’intera Comunità.”

L’impatto sociale sulla frazione di San Marco

La scomparsa dell’ufficio postale rappresenterebbe un colpo duro per il tessuto sociale ed economico locale. San Marco ha già subito la perdita dell’Istituto di Istruzione Superiore e lo sportello postale rimane l’ultimo presidio pubblico di prossimità. La chiusura colpirebbe in particolar modo le fasce più fragili, come gli anziani che dipendono dal servizio per il ritiro delle pensioni, e le famiglie prive di mezzi di trasporto propri.

“Chiudere San Marco significherebbe colpire proprio la fascia più fragile della popolazione… Significherebbe spegnere un pezzo di economia che tiene viva la piazza.”

Le richieste alle istituzioni e a Poste Italiane

Nella sua missiva, Lo Schiavo sollecita un intervento immediato per evitare che l’immobilismo porti a un esito irreversibile. Viene chiesto esplicitamente di sospendere ogni procedura di chiusura e di avviare con urgenza un tavolo tecnico che veda coinvolti l’Amministrazione Comunale, la proprietà dell’immobile e una delegazione di cittadini.

Le soluzioni prospettate includono la ricerca di un accordo con l’attuale proprietà o, in alternativa, il vaglio di locali idonei messi a disposizione da privati o attingendo dal patrimonio degli immobili comunali disponibili a San Marco. L’obiettivo è chiaro: garantire l’accesso ai diritti fondamentali e la continuità di un servizio che Poste Italiane assicura da 160 anni sul territorio nazionale.