La carenza di medici di base, ormai riconosciuta come una vera emergenza nazionale, continua a mostrare i suoi effetti più critici nelle piccole comunità. Ad Acquavella, frazione di Casal Velino, il pensionamento del medico di base in servizio ha lasciato il paese senza un riferimento sanitario stabile, innescando una spirale di disagi per i residenti.
Bando ASL deserto: la crisi della medicina generale
L’Asl, consapevole dell’imminente vuoto assistenziale, aveva già istituito nei giorni precedenti la “zona carente”, aprendo ufficialmente la posizione e prevedendo l’obbligo di apertura di uno studio medico in paese. Nonostante il provvedimento, nessun professionista ha finora accettato l’incarico.
Questa situazione riflette una tendenza nazionale allarmante: sempre più giovani medici scelgono percorsi professionali alternativi alla medicina generale, una branca spesso ritenuta poco attrattiva a causa degli eccessivi carichi di lavoro e delle complesse condizioni operative.
Il rischio di un nuovo blackout sanitario
A preoccupare ulteriormente la comunità c’è la prospettiva del prossimo pensionamento di un secondo medico attivo sul territorio. Se non si troveranno sostituti in tempi brevi, il rischio concreto è quello di lasciare scoperta un’area ancora più ampia, privando centinaia di cittadini dei servizi minimi essenziali.
Cresce la protesta: l’impatto sulla rete regionale
Le famiglie di Acquavella manifestano una preoccupazione sempre più forte e chiedono risposte rapide e concrete alle istituzioni. Il problema, tuttavia, non è circoscritto al solo Cilento: in Campania si contano oltre 300 zone carenti ancora senza assegnazione.
Un dato drammatico che restituisce l’immagine di una criticità strutturale diffusa. Il risultato è un inevitabile effetto domino: la mancanza di filtri territoriali costringe gli ospedali e i pronto soccorso a farsi carico di richieste di assistenza primaria, aggravando ulteriormente la pressione sulle strutture d’emergenza.

