Un dolore profondo, condiviso, che attraversa non solo una famiglia ma un’intera comunità. A Sala Consilina si piange la scomparsa di Pasquale Morello, il giovane di 31 anni tragicamente deceduto in un incidente in moto.
Il ricordo dei colleghi
A ricordarlo, con parole cariche di affetto e commozione, sono i colleghi della ditta per cui lavorava da circa un anno, la Diano Trasporti. Per loro Pasquale non era semplicemente un dipendente, ma “parte della famiglia”. Un legame costruito giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro, lungo le strade che percorreva con passione. Non a caso lo avevano soprannominato “Km 90”, un nome nato per gioco ma diventato simbolo del suo modo di vivere il lavoro: con costanza e quel sorriso che non lo abbandonava mai.
“Era una persona sulla quale si poteva contare”
Arrivato da poco tempo in azienda, era il più giovane per età. Eppure, in così poco tempo, aveva conquistato la stima e l’affetto di tutti. “Era uno di quelli su cui potevi sempre contare”, raccontano i colleghi, sottolineando la sua serietà e professionalità.
Pasquale aveva trovato la sua strada, quella che amava davvero. Il lavoro di autotrasportatore lo svolgeva con grande senso di responsabilità: mai un ritardo, mai una discussione, sempre educato e disponibile, sia con i colleghi che con i clienti. Un comportamento esemplare, che lo rendeva speciale nella sua semplicità.
Un dolore profondo che unisce tutti
Oggi, però, in azienda resta un silenzio difficile da colmare. Un vuoto che va oltre l’assenza di un lavoratore. “Manca un amico, una presenza buona, un pezzo di quotidianità”, scrivono i colleghi in un messaggio che è insieme ricordo e saluto.
Alla famiglia di Pasquale si stringe l’abbraccio sincero di chi ha condiviso con lui giornate di lavoro e momenti di vita. Un dolore che non ha parole, ma che trova espressione in un ultimo pensiero, semplice e struggente: “Continua a viaggiare leggero, ovunque tu sia”.

