Presunte molestie all’Università di Salerno: il Rettore avvia un’inchiesta dopo le denunce delle studentesse

Scritto il 13/05/2026
da Ernesto Rocco

Segnalazioni di molestie al terminal bus e nelle biblioteche dell'Unisa. Il Rettore D'Antonio avvia un'inchiesta interna e potenzia i servizi di tutela e ascolto

L’Università degli Studi di Salerno finisce sotto i riflettori a causa di una serie di segnalazioni anonime diffuse dalla nota community social Spotted Unisa. Numerose studentesse hanno denunciato episodi di presunte molestie e violazioni della propria riservatezza avvenuti all’interno del campus, in particolare nei pressi del terminal bus e delle biblioteche. I fatti si verificherebbero prevalentemente nel tardo pomeriggio, quando il flusso della vita universitaria diminuisce, e vedrebbero coinvolti soggetti esterni all’ateneo.

«Stesse storie, stessi luoghi, stesso copione – si legge nel post che accompagna le testimonianze – Uomini che fanno domande personali insistenti, cercano confidenza, si informano su orari, abitudini, mezzi e ricompaiono più volte nello stesso punto del campus. Condividiamo queste storie affinché possano far capire che questo tipo di comportamenti possono provocare disagio, ansia e paura in chi li subisce».

La risposta dell’Ateneo e l’avvio dell’inchiesta interna

Il Rettore Virgilio D’Antonio è intervenuto prontamente sulla vicenda, confermando che l’amministrazione universitaria è intenzionata a fare chiarezza con la massima urgenza. «L’università ha appreso di questi messaggi. Avvieremo immediatamente un’inchiesta interna», ha dichiarato il Rettore, sottolineando come la tutela della comunità studentesca sia una priorità assoluta. Durante l’ultimo senato accademico, è stato inoltre approvato il progetto per uno sportello antiviolenza dedicato, volto a offrire un supporto concreto e immediato.

Testimonianze dal campus: tra paura e passaparola

Il racconto delle studentesse delinea un clima di forte apprensione. Una testimonianza diretta riporta: «Due uomini al terminal mi hanno importunata. Mi rivolgo alle altre ragazze: se passate di là, andate in gruppo». Altre segnalazioni parlano di un approccio definito “viscido” da parte di individui che fingono di chiedere informazioni banali, come il possesso del biglietto del bus, per poi invadere la sfera personale delle giovani. «Prima parlavano tra di loro, dicendo “chiediamo alla signorina se ha il biglietto”. Io li ho ignorati, poi hanno iniziato a dare confidenza in modo alquanto viscido. Erano inquietanti, ridevano».

Il fenomeno non sembra limitato alle sole aree di sosta. Alcune studentesse hanno riferito episodi avvenuti anche all’interno delle biblioteche, talvolta risalenti all’anno precedente, evidenziando una reiterazione dei comportamenti molesti e, in alcuni casi, una sottovalutazione del problema da parte del personale preposto. In un caso specifico, una ragazza ha raccontato di un uomo che, dopo un rifiuto, l’ha invitata nel proprio “studio” per “prendere aria fresca”.

Il dibattito nella comunità: molestie o approcci maldestri?

La pubblicazione di queste denunce ha scatenato un acceso dibattito online, dividendo l’opinione pubblica tra chi invoca misure di sicurezza drastiche e chi tende a minimizzare gli accaduti definendoli semplici approcci finiti male. Tuttavia, la replica di una parte della comunità è ferma nel condannare ogni tentativo di sminuire l’accaduto: «Non credo che le vittime in questione abbiano bisogno di un uomo che spieghi loro come percepire determinati atteggiamenti indesiderati. Sminuire i fatti è inaccettabile. Fare cameratismo è fuori luogo e inopportuno».

Misure di prevenzione e strumenti di supporto

L’Ateneo ha ribadito con forza che ogni forma di molestia o discriminazione è incompatibile con i principi universitari. Oltre allo Sportello Antiviolenza e di Ascolto in fase di realizzazione, è prevista l’introduzione della figura della Consigliera di Fiducia e il rafforzamento del counseling psicologico. Per segnalazioni dirette che ledono la dignità personale, resta attiva la mail dedicata pariopportunita@unisa.it.