C’è grande attesa per domani, 14 maggio, quando a Roma la Foundation for Environmental Education svelerà le Bandiere Blu 2026. La provincia di Salerno si prepara a una nuova conferma ai vertici nazionali, forte di una gestione del territorio che punta sulla sostenibilità e l’efficienza.
Le proiezioni parlano chiaro: il Cilento resta la locomotiva del turismo balneare d’eccellenza. Località come Agropoli, Castellabate, Pollica e le perle di Palinuro e Marina di Camerota sono pronte a far sventolare nuovamente il prestigioso vessillo. Insieme a loro, un blocco compatto di comuni, da Ascea a Sapri, punta a consolidare un primato che vede la Campania tra le regioni più premiate d’Italia.
Il verdetto su Paestum
Nonostante l’ottimismo generale, arriva una doccia fredda per la città dei templi. Capaccio Paestum, nonostante gli sforzi intensi per migliorare la depurazione, resterà esclusa dal circuito delle eccellenze anche per quest’anno. La mancanza di un invito ufficiale per la cerimonia romana spegne le speranze di vedere la cittadina rientrare nel club delle Bandiere Blu, un’assenza che pesa nel bilancio di un territorio quasi perfetto.
I requisiti
Ricordiamo che la Bandiera Blu non premia solo la limpidezza delle acque, ma valuta parametri rigorosi: gestione dei rifiuti, accessibilità, arredo urbano e servizi di soccorso. Oltre alle spiagge, riflettori accesi anche sugli approdi turistici, con i porti di Marina d’Arechi, Agropoli e Acciaroli chiamati a confermare la qualità dei loro servizi nautici.
Domani il verdetto definitivo, per un mare che si conferma risorsa centrale dell’economia salernitana.

