Guardia di Finanza, maxi indagine sulla pirateria in tutta Italia: perquisizioni anche in Provincia di Salerno

Scritto il 20/05/2026
da Manuel Chiariello

La Procura di Bologna coordina una vasta operazione contro la pirateria digitale. Perquisizioni della Guardia di Finanza in dieci città italiane per smantellare una rete nazionale di IPTV e streaming illegale

Una vasta operazione contro la pirateria è stata avviata dalla Procura della Repubblica di Bologna nell’ambito di un’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Tommaso Pierini. Il procedimento, attualmente aperto nei confronti di un solo soggetto formalmente indagato, mira però a identificare una rete più ampia di persone ritenute coinvolte nella gestione e diffusione illecita di contenuti audiovisivi attraverso canali Telegram, piattaforme streaming e sistemi di condivisione digitale.

L’operazione

Su disposizione della magistratura bolognese, la Guardia di Finanza ha eseguito una serie di perquisizioni informatiche e sequestri di dispositivi elettronici in numerose città italiane, tra cui Roma, Milano, Palermo, Salerno, Genova, Ravenna, Enna, Pescara, Cosenza e Napoli.
L’indagine riguarderebbe presunti sistemi organizzati per la distribuzione abusiva di eventi sportivi, film, serie tv e contenuti protetti da copyright tramite canali Telegram illegali, IPTV e piattaforme di streaming non autorizzate.

Ad essere contestati sarebbero gli articoli 615-ter, 615-quarter-640-ter del Codice Penale e l’articolo 171-ter della legge 633 sul diritto d’autore, norma cardine nei procedimenti legati alla pirateria digitale.
Gli investigatori stanno ora analizzando server, telefoni cellulari, computer e flussi telematici sequestrati nel corso delle attività, con l’obiettivo di ricostruire l’intera rete di distribuzione dei contenuti illegali e individuare eventuali amministratori, intermediari e utenti coinvolti.

L’ipotesi degli inquirenti è quella di un sistema strutturato e diffuso su scala nazionale, capace di sfruttare piattaforme di messaggistica e streaming per aggirare le normative sul diritto d’autore e ottenere profitti attraverso abbonamenti clandestini e diffusione non autorizzata di materiale protetto.