Il patrimonio culturale di Montesano sulla Marcellana si arricchisce in modo straordinario. Oltre 5.000 opere e manufatti, precedentemente custoditi nella collezione privata di Antonio Mazziotti di Celso, diventano ufficialmente di dominio pubblico. Questa transizione segna la nascita di MuMont Art, un’istituzione che supera il classico concetto di museo per configurarsi come un vero e proprio passaggio di consegne tra la generosità di un singolo cittadino e la memoria collettiva di un’intera comunità.
Il percorso espositivo a Palazzo Gerbasio
La sede designata per ospitare questo immenso tesoro è Palazzo Gerbasio. Al suo interno, i visitatori potranno percorrere sale dedicate a diverse espressioni artistiche e storiche: dalla pittura alle manifatture, fino alle icone e alla collezione di orologi. Non mancheranno materiali lapidei strettamente connessi alle vicende storiche del Castello di Montesano.
Tra le opere di maggiore rilievo spiccano capolavori della pittura italiana come la Cena in Emmaus, attribuita a Francesco De Mura, l’Adorazione dei Pastori di Francesco Solimena e il Santissimo Nome di Gesù di Jacopo Cestaro. La sezione dedicata alle manifatture vanta invece porcellane di immenso pregio firmate Sèvres, Richard Ginori e Capodimonte, a cui si affianca una preziosa collezione di icone bizantine, sia da viaggio sia destinate al culto pubblico.
Il nuovo sistema museale MuMont
L’inaugurazione di MuMont Art non rappresenta un evento isolato, ma si inserisce in un progetto di valorizzazione territoriale molto più ampio. Con questa nuova apertura prende ufficialmente forma il sistema museale comunale, denominato MuMont, all’interno del quale è già operativo MuMont Dea, il museo demo-etno antropologico del territorio.
L’obiettivo strategico è quello di consolidare l’identità del borgo attraverso il suo centro storico e le sue testimonianze del passato. In merito a questa importante svolta culturale, il sindaco di Montesano sulla Marcellana, Giuseppe Rinaldi, ha dichiarato: “Per raccontare Montesano come destinazione da scoprire sempre più: nel centro storico, nei musei, nelle opere, nella memoria del territorio”.

