Tragedia di Montecorice, quattro indagati per l’incidente mortale: tre sono dipendenti provinciali

Scritto il 28/05/2026
da Manuel Chiariello

Svolta nelle indagini sull'incidente mortale a Montecorice: la Procura indaga quattro persone, tra cui tre dipendenti della Provincia di Salerno per omicidio stradale

Proseguono le indagini della Procura di Vallo della Lucania sul tragico incidente stradale avvenuto lo scorso 13 marzo lungo la Via del Mare, in località Ripe Rosse, nel territorio di Montecorice. Nello schianto persero la vita Michele Pirozzi e Maria Magliocco, giovani fidanzati originari di Capaccio Paestum.

Richiesta di incidente probatorio e persone iscritte nel registro degli indagati

Il sostituto procuratore Luigi Spedaliere ha chiesto l’esecuzione di un incidente probatorio con l’obiettivo di chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità, anche in considerazione delle condizioni di sicurezza della strada. Attualmente risultano quattro persone iscritte nel registro degli indagati. Oltre al conducente quarantunenne del furgone coinvolto nell’incidente, figurano anche tre dipendenti della Provincia di Salerno. A questi ultimi gli inquirenti contestano presunte omissioni legate alla manutenzione e alla sicurezza delle barriere di protezione installate lungo quel tratto stradale.

L’ipotesi di reato formulata dalla Procura di Vallo della Lucania

L’ipotesi di reato formulata dalla Procura è quella di omicidio stradale colposo in concorso. Gli investigatori, invece, non contestano alcuna violazione relativa a un presunto stato di alterazione del conducente del Berlingo, circostanza che era già stata esclusa subito dopo il sinistro.

Accertamenti tecnici sulle barriere di contenimento e sulla manutenzione

L’incidente probatorio servirà ora a fornire una ricostruzione tecnica dettagliata della tragedia e ad accertare se le barriere di contenimento presenti sulla carreggiata fossero adeguate a garantire la sicurezza degli automobilisti. Proprio il guardrail coinvolto nell’impatto era stato sequestrato nei giorni successivi all’incidente per consentire gli accertamenti tecnici. Una prima consulenza tecnica acquisita nell’ambito dell’inchiesta avrebbe evidenziato che il sistema di protezione installato in quel punto della Via del Mare non garantiva un livello di sicurezza sufficiente. Al centro dell’attenzione ci sono i mancati interventi di manutenzione svolti durante gli anni, che hanno inevitabilmente portato al deterioramento della ringhiera di contenimento.