Momenti di apprensione nel centro cittadino. Poco dopo le 2:30 della scorsa notte, il silenzio è stato bruscamente interrotto da un violento incendio che ha avvolto un furgone di colore rosso, parcheggiato in Piazza Tito Flavio Silvano, proprio alle spalle del palazzo di città.
Il rogo, divampato improvvisamente nel cuore della notte, ha illuminato la piazza, richiamando immediatamente l’attenzione dei residenti. Molti cittadini, svegliati dal forte odore di bruciato e dai bagliori delle fiamme, si sono riversati sui balconi, assistendo alla scena in preda al timore.
Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Vigili del Fuoco, che hanno lavorato per domare le fiamme ed evitare che il fuoco potesse estendersi ad altre vetture parcheggiate o arrecare danni agli edifici circostanti. Presenti anche le forze dell’ordine per i rilievi di rito.
Indagini in corso tra l’ipotesi del dolo e dell’incidente
Al momento, la dinamica dell’accaduto resta al centro delle indagini. Sebbene non siano ancora state rese note le cause ufficiali, la natura del rogo — divampato nel cuore della notte in un mezzo isolato — solleva inevitabili dubbi. Gli inquirenti stanno vagliando ogni pista, inclusa quella dolosa, per fare piena luce su quanto accaduto.
La protesta dei residenti che chiedono più sicurezza
L’episodio ha riacceso prepotentemente il dibattito sulla sicurezza e sul degrado nel centro di Eboli. I residenti, spaventati e increduli, si interrogano sulla qualità della vita nel quartiere:
“È una situazione allarmante. Non è possibile vivere con la costante paura di ciò che può accadere sotto casa nel cuore della notte. Eboli merita più attenzione e sicurezza. Che cosa sta succedendo alla nostra città?”
Questa è solo l’ultima di una serie di segnalazioni che arrivano da un quartiere, quello a ridosso del Comune, che da tempo lamenta una crescente sensazione di abbandono. La comunità chiede risposte chiare e, soprattutto, interventi concreti per ripristinare la legalità e la serenità che, a giudicare dai fatti di stanotte, sembrano essere ormai un lontano ricordo.

