Posidonia: Castellabate come Agropoli, approvato il progetto di reimmissione in mare

Scritto il 01/06/2026
da Ernesto Rocco

Il Comune di Castellabate approva la delibera per il piano sperimentale sulla Posidonia spiaggiata. Ma ad Agropoli monta la polemica

La gestione della Posidonia spiaggiata sul litorale di Castellabate giunge a una svolta. Con la Delibera di Giunta Comunale numero 130 del 29 maggio 2026, l’amministrazione ha approvato un progetto sperimentale finalizzato alla reimmissione in mare dei residui vegetali accumulati sull’arenile. L’iniziativa punta a risolvere in modo sostenibile un fenomeno che interessa la costa da diversi anni, configurandosi come un intervento innovativo all’interno del perimetro dell’area marina protetta.

Il percorso istituzionale ha visto un’accelerazione decisiva nel corso del mese di maggio, quando la problematica è stata discussa direttamente a Roma. Su richiesta del Comune, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha istituito un tavolo tecnico che ha riunito tutti i livelli istituzionali e gli enti competenti, portando all’ottenimento di un indirizzo favorevole.

Il piano dell’amministrazione e i tempi di attuazione

La pianificazione dell’intervento è stata completata in tempi brevi subito dopo il via libera del ministero. L’obiettivo principale della delibera è l’avvio rapido delle operazioni per restituire decoro e fruibilità alle spiagge in vista della stagione estiva.

Il consigliere comunale con delega al demanio del Comune di Castellabate, Dalila Russo, ha commentato il provvedimento delineando i passaggi futuri e l’impegno profuso:

“Dal momento in cui abbiamo ricevuto l’indirizzo favorevole, ci siamo immediatamente attivati, predisponendo il progetto in meno di due settimane, perché per questa Amministrazione rappresenta una priorità assoluta dare risposte concrete al territorio. Ora auspichiamo che gli enti sovracomunali possano procedere tempestivamente al perfezionamento degli adempimenti di loro competenza, così da consentire la rapida attuazione del progetto. Abbiamo messo in campo tutto il lavoro necessario per arrivare a questo risultato. Adesso è fondamentale che tutti gli enti coinvolti operino in maniera coordinata, affinché questo percorso possa tradursi in risultati concreti, duraturi e sostenibili”.

Il confronto con i precedenti e il dibattito politico

Il modello adottato da Castellabate ricalca la procedura già utilizzata da anni nel vicino centro di Agropoli per liberare i propri arenili. Sebbene l’iniziativa venga considerata un punto di riferimento lungo la costiera cilentana, l’applicazione di questo iter ha sollevato opinioni contrastanti sul piano politico.

Le minoranze consiliari, proprio nel corso dell’ultima assise, hanno espresso una posizione critica, evidenziando i limiti strutturali di questo approccio. Secondo l’opposizione, lo strumento della reimmissione in mare della Posidonia rappresenta esclusivamente una misura tampone e provvisoria. La contestazione si concentra sulla necessità di investire ingenti risorse economiche a cadenza annuale per ripetere le medesime attività. Per questa ragione, le forze di minoranza sollecitano l’individuazione di una soluzione definitiva che possa prevenire o gestire in modo permanente lo spiaggiamento cospicuo della pianta marina lungo i tratti costieri.