Attilio Pierro aderisce al partito di Vannacci: esplode la polemica tra i sostenitori del territorio

Scritto il 06/06/2026
da Ernesto Rocco

Il passaggio del deputato Attilio Pierro a Futuro Nazionale scatena dure reazioni. Il sindaco di Roscigno Pino Palmiero attacca: "Tradita la buona fede degli elettori"

Un nuovo terremoto politico scuote il panorama locale. Il deputato Attilio Pierro ha annunciato un ulteriore cambio di schieramento, avvicinandosi a Futuro Nazionale, la formazione politica guidata dal generale Vannacci. Si tratta dell’ennesimo spostamento in un arco di tempo decisamente ridotto, considerando il recente passaggio dell’esponente politico dalla Lega a Forza Italia.

Questa nuova oscillazione non è passata inosservata e sta sollevando un’ondata di polemiche, in particolare tra gli amministratori e i sostenitori che avevano condiviso e supportato le sue precedenti scelte strategiche.

Le parole del parlamentare Attilio Pierro

“Si tratta di una scelta che qualcuno potrebbe giudicare sorprendente per la sua rapidità. In realtà è una decisione maturata nella piena consapevolezza che la politica non può essere soltanto appartenenza a un partito, ma deve essere soprattutto fedeltà ai propri valori – spiega Pierro – Ho sempre creduto nella difesa dell’identità nazionale, nella sovranità dell’Italia, nella valorizzazione dei territori, nella sicurezza, nelle nostre radici culturali e nella tutela degli interessi del popolo italiano. Sono principi che hanno accompagnato tutto il mio percorso politico e personale”.

“L’approdo in Forza Italia è stato compiuto con rispetto e convinzione, ma in questi mesi non ho trovato quella piena sintonia ideale che considero indispensabile per svolgere con passione e coerenza il mio impegno politico – prosegue – Con la nascita di Futuro Nazionale ho invece ritrovato una comunità politica capace di interpretare senza ambiguità quei valori nei quali mi riconosco da sempre. Ho rivisto in questo progetto la stessa passione, la stessa determinazione e la stessa visione che mi hanno portato a impegnarmi in politica”.

Le reazioni sul territorio e l’accusa di trasformismo

La notizia del trasferimento a Futuro Nazionale ha generato forte malcontento. Il malumore è amplificato dal fatto che, solo pochi mesi fa, Pierro aveva convinto altri esponenti politici a seguirlo nella transizione verso Forza Italia. Tra questi figura il consigliere regionale Mimì Minella, anch’egli ex leghista. Per questa ragione, diversi osservatori e attori politici del territorio non esitano a definire questo nuovo scenario come un vero e proprio tradimento della fiducia degli elettori e della coalizione.

La dura presa di posizione del sindaco di Roscigno

A dare voce al dissenso è Pino Palmieri, sindaco di Roscigno e sostenitore di Minella durante le ultime consultazioni regionali. Il primo cittadino ha voluto chiarire pubblicamente la propria posizione, esprimendo parole di forte condanna nei confronti della strategia adottata dal parlamentare.

Palmieri ha ripercorso le tappe che lo hanno visto impegnato in prima persona, sottolineando il proprio sacrificio e quello di numerosi militanti, per poi lanciare un affondo preciso:

“A distanza di qualche mese sento il dovere di chiarire la mia posizione. Quando fui contattato da Attilio Pierro per convincere il mio consuocero Mimì Minella a candidarsi alle elezioni regionali, non mi tirai indietro. Pur non appartenendo alla Lega, mi impegnai con convinzione perché credevo che il nostro territorio meritasse una rappresentanza forte e autorevole. Come me, tanti amministratori, militanti e cittadini si spesero con passione e sacrificio per quella campagna elettorale. Oggi, però, appare evidente che mentre molti lavoravano per costruire un progetto politico, qualcuno stava già lavorando per costruire il proprio futuro personale.”

Il nodo della coerenza e la difesa di Minella

Nel suo intervento, il sindaco di Roscigno traccia una netta linea di demarcazione tra le responsabilità di Pierro e la posizione di Minella, descrivendo quest’ultimo come una figura interna a un meccanismo gestito da terzi. L’accusa principale si concentra sul metodo politico, giudicato privo di lealtà e unicamente orientato al posizionamento individuale.

Palmieri ha poi concluso il suo duro sfogo delineando i suoi passi futuri e invocando un ritorno ai valori fondanti dell’impegno pubblico:

“Ritengo che il principal responsabile di questa situazione sia Attilio Pierro, che ha carpito la buona fede non solo di Mimì Minella, ma anche di tanti uomini e donne che hanno creduto sinceramente in quel percorso politico. Dopo aver chiesto impegno, fiducia e sostegno, ha avviato una serie di cambi di collocazione politica che hanno finito per disorientare e deludere chi lo aveva seguito. Non metto in discussione la buona fede di Mimì Minella, che considero anch’egli vittima di una strategia politica costruita da altri. Metto invece in discussione un metodo che ha anteposto gli interessi personali alla lealtà verso gli elettori e verso coloro che hanno lavorato per quel progetto. Per quanto mi riguarda, farò una scelta chiara, stare dalla parte di chi è stato tradito e non dalla parte di chi ha trasformato il trasformismo politico in un’abitudine. La politica ha bisogno di coerenza, serietà e rispetto della parola data. Il nostro territorio merita rappresentanti che costruiscano fiducia, non che la consumino. E su questo non sono disposto a fare sconti a nessuno.”

La vicenda resta aperta e rischia di ridisegnare gli equilibri politici locali, aprendo una frattura profonda tra la base elettorale e i vertici parlamentari coinvolti.