Si accende il confronto politico sulla gestione della draga comunale e sui costi sostenuti dal comune di Montecorice per gli interventi di ripascimento e manutenzione delle spiagge. Da una parte il gruppo di minoranza guidato da Ivan Chiariello, che denuncia presunte criticità nella gestione del mezzo e nei costi del servizio; dall’altra l’amministrazione comunale, che attraverso il vicesindaco Ciro Cozzolino replica punto per punto alle contestazioni.
La polemica
La polemica nasce da una richiesta di accesso agli atti presentata dalla minoranza nel mese di aprile per ottenere documentazione relativa alla draga comunale e ai lavori effettuati sugli arenili. Secondo Chiariello, non essendo pervenuta alcuna risposta entro i termini previsti, è stata inviata una diffida formale al Comune, trasmessa per conoscenza anche agli enti di controllo competenti. Nel mirino dell’opposizione ci sono soprattutto le modalità di calcolo dei costi del servizio.
“Da due anni chiediamo di sapere come vengano determinati i costi”, sostiene Chiariello. Secondo la ricostruzione della minoranza, fino al 2024 gli interventi venivano contabilizzati a ore e a misura, mentre dal 2025 il servizio sarebbe stato affidato con una tariffa giornaliera pari a 2.000 euro oltre IVA per sei ore di lavoro.
La minoranza evidenzia inoltre che la draga, acquistata dal Comune per affrontare il problema dell’accumulo di sabbia e del mantenimento delle spiagge, verrebbe concessa gratuitamente alla ditta incaricata, che dovrebbe sostenere esclusivamente le spese per il carburante e il personale. Al centro dell’attacco all’amministrazione: vi sono i costi elevati per il servizio.
La replica
Alle accuse ha risposto il vicesindaco di Montecorice Ciro Cozzolino secondo cui i 2.000 euro giornalieri non riguardano soltanto l’utilizzo della draga, ma comprendono un pacchetto completo di attività che vanno dalla presenza di un armatore, di operai specializzati necessari per l’impiego del mezzo, così come di un’imbarcazione di supporto per le manovre, senza dimenticare il carburante e altri aspetti logistici. Cozzolino precisa inoltre che i costi non sarebbero stati determinati dall’ente, ma deriverebbero dall’applicazione del prezzario regionale, ovvero dei tariffari ufficiali utilizzati per la quantificazione di opere e servizi pubblici.
L’affidamento del servizio a una ditta esterna consentirebbe al Comune di trasferire sull’appaltatore le responsabilità civili e operative legate alle attività di dragaggio, evitando che eventuali rischi ricadano direttamente sull’ente e di conseguenza sulla cittadinanza. Dubbi e chiarimenti dunque, per una situazione che resta comunque aperta.

