Sanità nel Cilento, scontro sulla proposta di una seconda Asl: l’opposizione di Agropoli chiede chiarezza sul futuro dell’ospedale

Scritto il 19/06/2026
da Ernesto Rocco

Il dibattito sulla sanità nel Cilento dopo la proposta dei sindaci di istruire una seconda Asl a sud di Salerno. Le critiche e la richiesta di un Consiglio comunale urgente ad Agropoli

Il dibattito sulla gestione della sanità nel Cilento si accende dopo la proposta avanzata dai sindaci del territorio, che chiedono l’istituzione di una seconda Asl nella zona a sud di Salerno. Secondo i promotori dell’iniziativa, la creazione di una nuova azienda sanitaria locale garantirebbe una maggiore autonomia strutturale, il potenziamento del personale per l’ospedale di Vallo della Lucania e la contestuale riapertura del presidio di Agropoli. Una linea che però ha sollevato forti perplessità e reazioni immediate da parte dell’opposizione consiliare agropolese, che teme l’insorgere di nuovi centralismi e ulteriori ritardi burocratici.

Le critiche della minoranza sulla nuova azienda sanitaria

La proposta dei primi cittadini non convince il consigliere comunale di minoranza di Agropoli, Raffaele Pesce, che giudica l’idea inefficace per le reali necessità assistenziali della popolazione. Secondo Pesce, la struttura attuale differisce profondamente da quella del 2011, anno in cui la Asl Sa 3 fu accorpata a quella salernitana.

“La nuova Asl non garantirà né l’ospedale né il Pronto Soccorso ad Agropoli. Inutile perdere tempo” dichiara il consigliere, evidenziando il rischio di un errore strategico. “Far passare una proposta di una nuova ASL che, ancora una volta, concentra funzioni, servizi e potere decisionale in un unico centro, penalizzando l’intero territorio, rappresenterebbe un gravissimo errore politico e strategico. Chi dovesse avallare questa impostazione senza prendere immediatamente le distanze rischierebbe di assumersi una responsabilità storica davanti ai cittadini”.

Il consigliere estende la medesima riflessione anche alla gestione del Piano Sociale di Zona, criticando le logiche di accentramento che premierebbero un comune di ridotte dimensioni demografiche a discapito dei centri principali. “Agropoli, che rappresenta il principale polo urbano, commerciale e di servizi dell’area, ha il dovere di reagire con fermezza e di marcare una netta distanza da questa ipotesi” incalza Pesce, concludendo che “l’impegno è quello di avere un Ospedale e un Pronto Soccorso, non nuove sovrastrutture burocratiche”.

La richiesta di un consiglio comunale straordinario

Sul fronte della trasparenza e del confronto istituzionale si registra l’intervento del consigliere Massimo La Porta, il quale ha formalizzato la richiesta di un’assise civica straordinaria e monotematica incentrata proprio sulla sanità territoriale e sulla rete dell’emergenza-urgenza. La Porta richiama l’impegno preso lo scorso 30 maggio dall’intero Consiglio comunale, compreso il sindaco, per la convocazione di una seduta dedicata, a oggi non ancora calendarizzata.

“Io credo che i cittadini abbiano il diritto di sapere” afferma La Porta, sottolineando la necessità di fare chiarezza sul futuro del presidio ospedaliero e sulle dinamiche di riorganizzazione in atto nel Cilento. Il consigliere rimarca l’importanza di trasferire la discussione dai tavoli politici alle sedi ufficiali per garantire il coinvolgimento della comunità.

“La sanità non appartiene ai partiti. La sanità non appartiene ai tavoli riservati. La sanità appartiene ai cittadini. Per questo motivo ho chiesto che il confronto avvenga nella sede istituzionale più importante della città: il Consiglio Comunale” prosegue La Porta, rivendicando il valore del dibattito pubblico. “Perché la vera protesta non è sottrarsi al confronto. La vera protesta è avere il coraggio del confronto pubblico. La vera protesta è pretendere che le decisioni sul futuro dell’Ospedale di Agropoli vengano discusse alla luce del sole, davanti ai cittadini”.