Bandiera blu nel Cilento, il record nasce dalla depurazione: Consac interviene a Castellabate

Scritto il 19/06/2026
da Redazione Infocilento

Il Cilento conquista tredici Bandiere blu grazie alla qualità delle acque. Gennaro Maione (Consac) evidenzia il ruolo della depurazione e annuncia la fine dei lavori sulla spiaggia del Pozzillo a Castellabate

Tredici comuni bandiera blu (sui 20 campani), che equivalgono a ben il 5% del totale nazionale: un record, quello del Cilento, sancito nelle scorse settimane da Fee (Foundation for Environmental Education), che poggia le sue fondamenta principalmente sulla qualità delle acque marine.

Il ruolo della depurazione nel primato cilentano

“Risultati d’eccellenza resi possibili – ricorda Gennaro Maione, presidente di Consac, che gestisce il sistema idrico-integrato nell’area del Cilento-Vallo di Diano – anche, se non soprattutto, grazie alla funzionalità degli impianti di depurazione e alla gestione del ciclo delle acque: due parametri obbligatori e fondamentali per ottenere il prestigioso riconoscimento internazionale”. Proprio per questo, riprende Maione, “Consac continua a impegnarsi costantemente sullo specifico versante. Come nel caso degli interventi attivati in questi giorni a Castellabate, lungo la spiaggia del Pozzillo: opere collegate alla depurazione e al collettamento fognario, portate avanti peraltro con l’ausilio di tecnologie avanzate, per consentire una balneazione ancora più sicura in un mare sempre più pulito”.

I dettagli tecnici dei lavori sulla spiaggia del Pozzillo

L’intervento di manutenzione straordinaria è consistito nel risanamento di un tratto di condotta fognaria in gres del diametro di 300 millimetri. Secondo i tecnici, era necessario per garantire e incrementare l’affidabilità dell’infrastruttura anche in considerazione delle caratteristiche naturalistico-ambientali-turistiche dell’area oggetto dell’intervento (84 metri che attraversano la spiaggia proprio a ridosso dell’acqua).

Grazie alle tecnologie adoperate, inoltre, sono stati mitigati in maniera decisiva sia i disagi per l’utenza, sia l’impatto sulle opere esistenti (in quanto le attività classiche edili sono molto contenute e limitate alla preparazione del cantiere).