Comune di Salerno, stop alla rottamazione delle cartelle: scontro tra bilancio e polemiche politiche

Scritto il 20/06/2026
da Ernesto Rocco

Il Comune di Salerno non aderisce alla rottamazione delle cartelle. Il sindaco frena per salvare il bilancio, ma l'opposizione attacca: "Governa da trent'anni, non si assumono le proprie responsabilità"

I contribuenti salernitani dovranno fare i conti con una realtà diversa rispetto alle previsioni dei mesi scorsi: il Comune di Salerno ha infatti deciso di non aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali. Questa scelta segna un netto passo indietro rispetto alla precedente delibera d’indirizzo che era stata firmata dal commissario straordinario, Vincenzo Panico.

La decisione di bloccare una procedura che sarebbe dovuta entrare nel vivo proprio in questo periodo è legata a precise ragioni di tenuta delle casse comunali, che versano in una condizione di pesante indebitamento. Tale situazione ha imposto la firma del cosiddetto piano “Salva Salerno”. Tuttavia, la decisione ha subito scatenato una dura reazione da parte dell’opposizione centrista.

La situazione finanziaria e il piano con il Ministero

Il sindaco e assessore al Bilancio Vincenzo De Luca ha voluto fare chiarezza sulla reale situazione in cui si trova l’amministrazione, spiegando i motivi che hanno portato a questa scelta drastica ma considerata necessaria per la stabilità dell’ente.

«Al Comune abbiamo ereditato una situazione finanziaria pesante. Siamo andati al Ministero dell’Interno perché il Comune ha sottoscritto un piano di stabilità per evitare il dissesto e, ovviamente, il Comune è vigilato speciale dai Ministeri dell’Interno e dell’Economia. Quindi nessuna rottamazione. Chi deve mettersi in regola, lo faccia il prima possibile altrimenti pagherà il doppio».

La critica al meccanismo della rottamazione quinquies

Il blocco della definizione agevolata non è dettato esclusivamente dai vincoli del piano di rientro economico, ma riflette anche una profonda critica politica e strutturale verso lo strumento stesso della sanatoria, introdotto a livello nazionale dalla Legge di Bilancio 2026. La misura avrebbe dovuto permettere di sanare i debiti affidati all’agente della riscossione tra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, azzerando sanzioni, interessi di mora e aggio.

Il primo cittadino ha espresso un giudizio molto severo sull’efficacia di questi provvedimenti, evidenziando gli effetti negativi che avrebbero sulla regolarità dei pagamenti ordinari:

«Queste stupidaggini delle rottamazioni sono delle grandi finzioni. In genere, nelle operazioni nazionali, chi non era in regola pagava la prima rata e poi non pagava più niente. Ma il risultato concreto è stato che si è rallentato il flusso dei pagamenti ordinari dei tributi, come è accaduto nell’ultimo mese a Salerno. Quindi rottamazioni zero. Chi deve mettersi in regola, per favore lo faccia presto e senza dare fastidio. E ci mancherebbe, non pagate i tributi e volete dare pure fastidio, e dai».

Le reazioni dell’opposizione e la contestazione sulla continuità politica

Le dichiarazioni del sindaco hanno sollevato immediate reazioni polemiche da parte delle forze di opposizione, che contestano la narrazione della “situazione ereditata” e difendono la natura della rottamazione quinquies come strumento di supporto per le famiglie in difficoltà, piuttosto che come un favore agli evasori.

Il consigliere regionale di Forza Italia, Roberto Celano, ha espresso una netta contrarietà rispetto alla linea adottata da Palazzo Guerra, definendo le affermazioni del primo cittadino come un tentativo di eludere le proprie responsabilità amministrative:

«Le dichiarazioni di Vincenzo De Luca sulla mancata adesione alla rottamazione dei tributi locali sono francamente sconcertanti e rappresentano l’ennesimo tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità politiche e amministrative. Sentire affermare che il Comune di Salerno avrebbe ereditato una situazione finanziaria pesante significa negare una realtà che tutti i cittadini conoscono bene. Dal 1992 ad oggi la città è stata amministrata direttamente da De Luca o da figure da lui scelte, sostenute e politicamente guidate».

Celano ha inoltre sottolineato che la definizione agevolata avrebbe potuto favorire il recupero di entrate che altrimenti rischierebbero di rimanere inesigibili, esprimendo perplessità anche sui ritardi accumulati nella predisposizione del regolamento attuativo:

«De Luca non può parlare di eredità finanziaria. La situazione del Comune di Salerno è il risultato di oltre trent’anni di suo governo. Chi governa da oltre trent’anni non può continuare a parlare di eredità ricevute da altri. I cittadini meritano rispetto e meritano risposte».