«Non si può chiedere lealtà a chi viene escluso dalle scelte. Lascio un ruolo, non i miei principi». Con queste parole il dottor Gianmaria Sgritta commenta la decisione del sindaco Mario Conte di revocargli l’incarico di vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Eboli.
In una lunga nota, Sgritta prende atto del provvedimento ma respinge ogni addebito sulla crisi politica che si è aperta all’interno della maggioranza, sostenendo che la decisione del primo cittadino rappresenti la certificazione di una frattura politica e amministrativa ormai evidente da tempo.
«La responsabilità di questa crisi non può essere attribuita a chi ha posto questioni di metodo, confronto e condivisione. Va ricercata, piuttosto, nell’incapacità di coordinare in modo organico le diverse voci presenti all’interno della coalizione e di costruire una vera sintesi politica», afferma l’ex vicesindaco.
La visione della politica e il ruolo delle cariche
Sgritta sottolinea di non vivere la revoca come una sconfitta personale, ribadendo che il proprio impegno politico non è mai stato legato alle cariche istituzionali. «Le funzioni amministrative sono sempre state per me uno strumento e mai un fine. Chi fa politica esclusivamente per occupare una poltrona vive la revoca come una sconfitta. Chi fa politica per convinzione la vive semplicemente come una tappa del proprio percorso».
Nel documento emerge una critica diretta al metodo di gestione della maggioranza. Secondo Sgritta, il confronto politico sarebbe stato progressivamente sostituito da decisioni assunte da pochi e comunicate agli altri componenti della coalizione. «Da troppo tempo la maggioranza era chiamata a ratificare scelte anziché partecipare a costruirle», scrive, denunciando una riduzione del ruolo di consiglieri e assessori.
Il bilancio del lavoro svolto e le richieste della coalizione
L’ex assessore rivendica il lavoro svolto negli anni di amministrazione, ricordando di aver sempre operato nell’interesse della città e di aver sostenuto l’azione di governo anche nei momenti più complessi. Allo stesso tempo, sostiene che la revoca sia stata una risposta politica alle richieste di maggiore ascolto avanzate da una parte della maggioranza.
«Chi voleva bloccare la città non siamo stati noi. Noi abbiamo chiesto ascolto. Abbiamo chiesto confronto. Abbiamo chiesto un cambio di passo. Abbiamo chiesto che la maggioranza tornasse ad essere una comunità politica e non un semplice elenco di nomi», afferma.
Tra i passaggi più significativi della nota, Sgritta richiama anche l’ultima seduta del Consiglio comunale, durante la quale la maggioranza ha contribuito all’approvazione della misura sulla rottamazione dei tributi locali. Un provvedimento che definisce importante per sostenere famiglie e cittadini in difficoltà e che, a suo avviso, dimostra il senso di responsabilità mantenuto fino all’ultimo.
Il futuro politico e l’appello alla città
Guardando al futuro, l’ex vicesindaco assicura che continuerà il proprio impegno politico e amministrativo per la città. «Le deleghe si ricevono e si restituiscono. La dignità politica, invece, non si consegna a nessuno», sottolinea.
Nel finale del documento, Sgritta lancia un appello agli amministratori, alle forze politiche, alle associazioni e ai cittadini affinché si apra una nuova fase per Eboli, fondata sul confronto e sulla partecipazione. «È arrivato il momento di rimettere Eboli al centro. Di tornare a discutere di sviluppo, di lavoro, di infrastrutture, di pianificazione urbana, di commercio, di servizi e di opportunità per le nuove generazioni».
«Le stagioni politiche passano. Le comunità restano», conclude Sgritta, rilanciando la necessità di costruire una prospettiva condivisa e ribadendo il proprio impegno per la città: «Io ci sono. E continuerò ad esserci. Per Eboli. Sempre».

