Proseguono le polemiche dopo la svolta giudiziaria nel caso dell’omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica ucciso il 5 settembre 2010 ad Acciaroli. Il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Salerno, Giovanni Rossi la scorsa settimana ha emesso una sentenza di assoluzione nei confronti di Romolo Ridosso. L’ex collaboratore di giustizia era imputato per concorso in omicidio aggravato dal metodo mafioso. La Procura aveva richiesto per l’uomo una condanna a 7 anni e 4 mesi di reclusione, ma la difesa, rappresentata dagli avvocati Michele Avino e Sergio Mazzone, ha ottenuto il proscioglimento attraverso la scelta del rito abbreviato.
La decisione giunge dopo che lo stesso Ridosso aveva confermato lo svolgimento di un sopralluogo nei pressi dell’abitazione del sindaco per pianificare un agguato finalizzato a gambizzarlo o ucciderlo. Parallelamente, la fase preliminare ha visto anche il proscioglimento del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, inizialmente accusato di depistaggio. La Procura della Repubblica di Salerno, in accordo con la Procura generale, ha comunque già impugnato la decisione del Gup Rossi per quanto riguarda la posizione dell’ufficiale, presentando ricorso in Corte d’Appello a fine aprile contro la sentenza di non luogo a procedere.
La reazione della famiglia Vassallo
La pronuncia giudiziaria ha suscitato la ferma opposizione dei familiari della vittima. Dario Vassallo, fratello del sindaco e presidente della Fondazione Angelo Vassallo, ha indirizzato una dura contestazione pubblica direttamente al giudice Giovanni Rossi, focalizzandosi sulle tempistiche delle decisioni.
“Gentile Giudice Giovanni Rossi; Spieghi lei, a nostra madre, il suo comportamento da giudice, perché noi ancora non l’abbiamo compreso. Analizziamo solo la parola “tempo” Lei, per Fabio Cagnazzo, dopo l’arringa da parte della sua difesa , avvenuta il 27 marzo 2026,ha impiegato solo 2 ore per emettere la sentenza di Proscioglimento. A noi pare poco tempo, Lei in solo due ore ha valutato 14 anni di intercettazioni, deposizioni, confessioni….. In solo 120 minuti ha analizzato 80.000 pagine. Complimenti velocissimo. – Mentre per Romolo Ridosso, venerdì 19 giugno 2026, ha impiegato 28 giorni, ci ha detto che la sentenza sarebbe stata emessa alle ore 10,00, lei è entrato in aula in ritardo e ci ha detto serenamente che avrebbe emanato la sentenza alle 12,30. Invece si è presentato verso le 13,30 e in meno di 2 minuti si è pronunciato. Io non lo so se nostra madre capirà? Tranquillo, nel frattempo è morta, senza sapere chi ha ucciso suo figlio, per noi, e anche per lei, era il Sindaco, era lo Stato. Ah, dimenticavo. Nostra madre aveva la Licenza Elementare, l’unico libro che ha letto è stato “Il Sindaco Pescatore”, e non ha frequentato la Federico II di Napoli e, non capisce di Diritto Penale. Neanche noi, però possiamo imparare.”
A queste parole si aggiungono le dichiarazioni immediate successive alla sentenza, nelle quali il presidente della fondazione ha definito il quadro processuale come assurdo, sottolineando che l’esito fosse nell’aria e annunciando possibili richieste di intervento formale al ministero della Giustizia.
L’intervento dell’Associazione nazionale magistrati
Le critiche espresse dai familiari del sindaco hanno provocato l’immediata presa di posizione dell’Associazione nazionale magistrati. La sezione di Salerno dell’Anm ha diffuso un documento ufficiale per esprimere piena solidarietà e vicinanza al giudice Giovanni Rossi.
Secondo l’associazione, gli interventi pubblici di Dario Vassallo superano i confini della legittima critica ai provvedimenti giudiziari, configurandosi come attacchi personali diretti all’onorabilità e alla professionalità del magistrato. L’Anm ha qualificato le espressioni utilizzate come scomposte e ingiustificate, facendo specifico riferimento ai passaggi in cui Vassallo affermava che il giudice avesse dato il meglio di sé, auspicando di non incontrarlo più e ironizzando sul futuro successo professionale del magistrato nel sistema giudiziario italiano.
Gli sviluppi del processo ordinario
Nonostante l’assoluzione in abbreviato di Romolo Ridosso e il proscioglimento preliminare del colonnello Cagnazzo, l’inchiesta sull’omicidio di Angelo Vassallo non si ferma. Il percorso giudiziario proseguirà infatti con il rito ordinario per gli altri tre soggetti coinvolti nell’indagine.
Sul banco degli imputati compaiono l’ex brigadiere Lazzaro Cioffi, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e Giovanni Cafiero, quest’ultimo chiamato a rispondere dell’accusa di traffico di stupefacenti. Per questi profili processuali, l’inizio del dibattimento davanti al tribunale in seduta ordinaria è stato formalmente fissato per la prima udienza del 9 luglio.

