La questione della riapertura dell’ospedale di Agropoli tiene banco ormai da diversi mesi in tutti i comuni dell’area sud della provincia di Salerno. Diverse sono state le iniziative messe in campo, come la creazione di un comitato che ha redatto anche una diffida da presentare all’ASL.
Una diffida sottoposta anche all’approvazione dei Sindaci del Distretto che invece hanno deciso di adottare un profilo istituzionale per affrontare l’annosa vicenda, come sottolineato dal Presidente dell’assemblea dei Sindaci del Distretto ASL 70, Aldo Luongo.
La posizione di Luongo: “Istituzioni e comitati hanno ruoli diversi”
“Il comitato non doveva chiedere l’appoggio dei sindaci perché i sindaci, sul problema sanità, ricoprono un ruolo che è istituzionale — ha affermato il presidente Luongo — Per cui tutto ciò che viene fatto, per cercare chiaramente e ottenere servizi sui propri territori, viene fatto attraverso quelli che sono i nostri canali istituzionali.”
I primi cittadini hanno infatti scelto una strada differente per far valere le ragioni del territorio, muovendosi direttamente con i vertici politici.
Il documento consegnato al Presidente Fico e la proposta dell’Azienda Ospedaliera
“Noi abbiamo preparato un documento, già lo scorso mese, che abbiamo consegnato al Presidente Fico, nel corso di un evento al quale il Presidente Fico ha preso parte ad Ascea”, spiega Luongo.
Nel documento, oltre ad esprimere le perplessità sulla situazione della sanità locale, i sindaci hanno avanzato un’ipotesi concreta per il futuro delle strutture di Vallo della Lucania e Agropoli:
“L’ipotesi era quella di verificare la possibilità di sganciare la gestione degli ospedali dall’ASL e creare chiaramente un’azienda ospedaliera che avesse un proprio budget, che avesse un proprio direttore generale. Questo non significa ovviamente fuggire dalle responsabilità”.
Lo sfogo: “Rispetto per il ruolo dei Sindaci”
Il Presidente dell’assemblea dei Sindaci del Distretto ASL 70 ha poi concluso con una ferma replica alle polemiche sollevate nelle ultime settimane:
“Noi possiamo capire la rabbia dei cittadini, possiamo capire le rivendicazioni ma non capiamo una cosa: quando si vuole fare della sanità una speculazione di piazza e avere visibilità semplicemente parlando male dei sindaci. I sindaci non ci stanno perché i sindaci per l’impegno che mettono, nell’amministrare i territori, nell’amministrare i propri comuni, nel cercare di dare servizi ai cittadini, vanno rispettati per il ruolo che essi svolgono”.

