La costa del Cilento si conferma un’area strategica per la riproduzione della tartaruga marina. Nel comune di Montecorice, precisamente a Baia Arena, è stato individuato il secondo nido della stagione di Caretta caretta. Il ritrovamento è avvenuto nell’ambito del progetto Turtlenest, un’iniziativa che prevede il monitoraggio costante degli arenili per tutelare questa specie protetta.
Rispetto alla scorsa stagione riproduttiva, in cui si era dovuto attendere il mese di luglio per registrare la seconda nidificazione, quest’anno l’evento è avvenuto in anticipo, evidenziando un trend positivo per la biodiversità locale.
Il monitoraggio sul territorio e la scoperta
La scoperta del nido è il risultato diretto del lavoro di pattugliamento quotidiano svolto sul litorale cilentano. A individuare le tracce è stata Daniela Guariglia, referente locale del progetto Turtlenest, che opera in stretta collaborazione con un gruppo di volontari impegnati ogni giorno nell’ispezione delle spiagge alla ricerca di segnali che indichino la presenza di uova.
Protocolli di sicurezza e tutela scientifica
Subito dopo il rinvenimento, l’area circostante il nido è stata messa in sicurezza per proteggere la covata da calpestio o potenziali minacce esterne. I volontari garantiranno una sorveglianza costante fino al momento della schiusa per assicurare che i neonati possano raggiungere il mare in condizioni di totale sicurezza.
Come stabilito dalle linee guida e dai protocolli operativi, la segnalazione è stata inoltrata alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. L’istituto rappresenta l’autorità scientifica di riferimento per le attività di studio, gestione e salvaguardia delle tartarughe marine sul territorio.
Il ruolo del Cilento nella biodiversità marina
Il progressivo aumento dei nidi di Caretta caretta lungo il litorale cilentano negli ultimi anni testimonia l’efficacia delle azioni di tutela ambientale. Il fenomeno è supportato dalla sinergia tra la comunità scientifica, le istituzioni locali e le reti di volontariato, il cui lavoro congiunto permette di preservare la delicatezza degli ecosistemi costieri e favorire la ricolonizzazione da parte della specie.

